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16-06-2003

Angioma al cervello

Mia madre arteriopatica con un Angioma arterovenoso congenito nel cervello, soffre di ipertensione. Nel 2000, durante un'esame TAC con mezzo di contrasto, ha avuto una crisi ipertensiva che ha determinato il sanguinamento dell'angioma con conseguente emorragia cerebrale, per fortuna risolta senza conseguenze invalidanti. Per almeno 3 anni, sino ad un paio di mesi fa, con una cura abbastanza blanda la PA era sotto controllo. Ora invece i valori della massima sono saliti tra i 180 e 190, mentre la minima si mantiene tra i 71 e 76, con qualche picco ad 80-82. Il colesterolo ed i Trigliceridi sono normali. La sua Terapia oggi consiste in:
Karvezide 300, 1 cps/die, Lofttyl Plus, 1 cps/die, Dedralen 2, 1+1 cps/die (da oggi 2+2), Cardioaspirin, 1cps/die. Sembra che non risponda alle terapie, tanto che oggi il suo cardiologo le ha aumentato la dose di Dedralen 2 (da due a 4 cps). Sono convinta che, oltre al fatto oggettivo della pressione che si è alzata, si sia aggiunta una compenente emotiva dovuta al timore di invalidità permanente da ictus o simili. Vorrei avere la vostra opinione sul cosa fare. Ritenete la cura adeguata? Pensate che l'aggiunta di farmaci per controllare la parte emotivo/depressiva sia consigliata? Ritenete opportuno fare delle indagini diagnostiche con un indirizzo specifico? Noi abitiamo a Prato: qual è il centro SIIA piu' vicino? Grazie per la cortesia.
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Risposta
Molto probabilmente la modifica della terapia sarà sufficiente a tenere sotto controllo i valori pressori, mentre l’eventuale terapia ansiolitica va aggiunta dopo un'attenta valutazione da parte del medico curante.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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