14-11-2017

Ansia e dolori al petto

Salve, ho 24 anni sono alto 1,84 e da due anni a questa parte convivo con l'ansia dalla mattina alla sera, con periodi in cui la sento meglio e altri in cui sto peggio. L'ansia è cominciata in un periodo di particolare stress mentre ero sotto esami, però al termine degli stessi non è andata piu via, provocandomi problemi di sonno all'inizio e sensazioni di apnea che mi mettevano in difficoltà successivamente. Di mezzo ci sono stati gli strascichi di una separazione dei miei genitori e una situazione economica molto meno felice del passato.

Ora mi sono laureato con il massimo dei voti, ma nonostante ciò molto spesso mi capita che quando devo dire una cosa mi manca il fiato per dirla perchè smorzato dall'ansia che mi fa stare come in apnea, questo naturalmente mi crea non pochi problemi sociali perchè non riesco a essere me stesso al 100%. Qualcuno saprebbe come poter diminuire questa sensazione bruttissima che mi attanaglia da ormai due anni. Prima di allora non ero mai stato una persona ansiosa, al contrario ero molto sicuro di me e molto tranquillo. Grazie in anticipo

Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta

Salve, potrebbe essere un disturbo d'ansia generalizzato, il cui nucleo del disturbo è: attesa apprensiva (tensione psichica, preoccupazione) con anticipazione pessimistica di eventi disastrosi per sé o per i propri familiari che rappresenta il sintomo centrale del disturbo, a cui si accompagna tensione fisica, iperattività neurovegetativa e disturbi cognitivi come scarsa concentrazione e facile distraibilità. Questi soggetti, pur in assenza di gravi e realistiche motivazioni, riferiscono sentimenti di apprensione circa la salute e l’incolumità fisica dei familiari, la situazione finanziaria, la capacità di rendimento scolastico o lavorativo.

Il meccanismo di alimentazione si basa sul rimuginare: un evento scatenante che origina una preoccupazione e rumuginio continuo (relativa ad un evento), legata a credenze positive relative al rimuginio, successivamente si attiverebbero preoccupazioni collegate alle credenze negative sul rimuginio, sensazioni di mancanza di controllo e vissuti di disagio, in risposta alle quali vengono messi in atto comportamenti di evitamento e ricerca di rassicurazioni. Una psicoterapia cognitivo comportamentale sarebbe indicata, saluti.

TAG: Cuore | Psicologia | Salute mentale | Terapie
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