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Ansia da prestazione: come combatterla?

ansia da prestazione come combatterla
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

L'ansia, nelle sue varie tipizzazioni, è uno stato emotivo molto comune e ben radicato nella mente umana. Una delle sue varianti più conosciute e negativamente sperimentate è l'ansia da prestazione; una sorta di auto-preoccupazione che si esplicita ogni qualvolta si deve effettuare una prestazione che si ritiene ci possa porre in difficoltà. Questo stato emotivo trae la sua origine in un'autopercezione esasperata di lacune e difetti personali che ingenerano paura nei confronti della performance e alimentano la sensazione di non essere in grado di affrontarli.

L'ansia da prestazione può dipendere da molti fattori personali: dall'effettivo o presunto grado di preparazione, dalla consapevolezza delle risorse che si possiedono nei confronti di quella prestazione, fino agli eventi legati ad esperienze simili vissute nel passato (non si fa riferimento solo agli insuccessi ma anche ai successi).

Ci sono anche situazioni nelle quali l'ansia da prestazione ha risvolti positivi. Potrebbe sembrare un controsenso, ma quando l’ansia è misurata e gestibile, compie una funzione estremamente positiva, permettendo al soggetto di attribuire una determinata rilevanza ad un evento oppure situazione, etichettandolo come “memorabile”; di contro, quando l’ansia da prestazione non è gestibile può determinare un esito negativo sulla performance che si sta per compiere.

L’ansia da prestazione sessuale

Realtà particolarmente diffusa della quale, però, non si parla a sufficienza, l’ansia da prestazione in ambito sessuale colpisce indistintamente sia uomini sia donne, che attribuiscono alla performance sessuale una valenza importante, il desiderio di risultare sempre e comunque all’altezza della situazione nonché il terrore di deludere il partner. Si tratta di atteggiamenti che vietano, profondamente, di vivere con serenità e la giusta dose di “leggerezza” l’esperienza sessuale.

Con quali esiti? Le conseguenze dell’ansia da prestazione sessuale inducono un calo del desiderio oppure una tangibile difficoltà nell’ottenere e/o mantenere l’erezione – nell’uomo – e nel raggiungere l’orgasmo nella donna. Il rischio, concreto, è che il problema si possa cronicizzare e rischia di rovinare la relazione con la persona amata (più in generale, le problematiche sono legate approccio con l’altro sesso).

Ansia da prestazione sessuale: le cause

Da che cosa dipende l’ansia da prestazione sessuale? Replicare a questo interrogativo con un’unica risposta è complicato, prima di tutto perché non si può ridurre la questione a una problematica meramente psicologica oppure, addirittura, biochimica, senza valutare ciò che sta alla base di questa realtà. Un aspetto, però, prevarica su tutti: il collegamento tra la natura sessuale e le aspettative/rappresentazioni “artificiali” di oggi.

Il rapporto sessuale, infatti, viene spesso vissuto all’interno di una complessa dimensione prestazionale e valutativa, come un’attestazione di quella “competenza” che determinati modelli culturali hanno imposto nel tempo, e che deve essere “confermata” dall’appagamento del partner.

Come risolvere l’ansia da prestazione sessuale

Disfunzione erettile, difficoltà nell’eccitamento, eiaculazione precoce. Sono solo alcuni dei principali problemi legati all’ansia da prestazione sessuale, senza dimenticare alcune gravi conseguenze dell’ansia da prestazione come l’indebolirsi dell’autostima, il drastico calo della libido fino ad arrivare ad evitare i rapporti sessuali.

Si tratta di problematiche che possono essere affrontate – con esiti positivi – rivolgendosi a specialisti (psicoterapisti e sessuologi, ma ciascun caso va valutato singolarmente) che, affrontando le difficoltà che sono alla base dell’ansia, possono riuscire a ridimensionare le paure, a far accogliere la possibilità di essere accettati socialmente con tutte le “imperfezioni” del caso.

Per approfondire guarda anche: “Ansia e desiderio sessuale”

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