02-01-2017

Ansia e o neuropatia?

Buonasera gentili dottori, ho 21 anni e sono molto ansioso anche per via dello studio universitario e di alcune vicende personali; settimane fa ho avuto un forte attacco di panico, in cui ho avuto la sensazione di confusione, percezione dell'esterno come sotto filtro di luce soffusa, sensazione di depersonalizzazione, di svenimento e difficoltà a respirare, con paralisi temporanea degli arti e della bocca. Ma alla fine tutto scomparve. I giorni successivi ebbi la sensazione di confusione mentale e poca lucidità, come se la mente vagasse e fosse stanca, come la sensazione di quando ci si ferma a guardare nel vuoto, ma continuativa.

Adesso, prendo integratori alimentari che mi fanno stare meglio, sono lucido, ma quello che mi preoccupa è la sensazione che la mano sinistra e la mandibola si muovino lentamente e non come vorrei io, oltre che, a volte, di non sentire più il muscolo involontario della gola che deglutisce, seppur deglutisca sempre normalmente e non mi sia mai affogato. Non so perché ma ci sono momenti in cui mi si chiude lo stomaco e mi prende una sensazione di malessere, in cui mi prende il panico, non rifletto, mi sale la confusione e mi sento come angonsciato. Grazie per l'ascolto, le chiedo consigli su cosa possa essere o su che cosa possa fare per chiarificare la mia condizione ed eventualmente guarirne.

Risposta di:
Dr. Mauro Savardi
Specialista in Psicologia clinica e Psicologia e Psicoterapia
Risposta

Buonasera, ciò che descrive sembrerebbe riconducibile effettivamente ai sintomi dell'ansia ed in particolare agli aspetti primari e secondari dell'attacco di panico, tuttavia per un giudizio clinico attendibile è necessaria una valutazione psicodiagnostica. Io le consiglierei di prendere in considerazione l'eventualità di una consulenza psicologica anche perché l'esperienza dell'attacco di panico, per il vissuto di perdita totale di controllo, tende a strutturare problematiche aggiuntive tematizzabili nei termini di "paura della paura" o "paura dell'ansia" con conseguenti ulteriori irrigidimenti emotivi.

Tuttavia l'attacco di panico è sempre anche un sintomo emotivo positivo particolare, ovvero il cui senso non sta nelle categorie diagnostiche utilizzate per rappresentarlo in termini clinici, ma nella sua particolare modalità come persona di costruire e dare il senso ed il significato alla sua vita (ad es. studio universitario e vicende personali). Questo però è un "lavoro" che potrebbe considerare all'interno di un percorso di riflessione psicoterapeutica su di Sè. Spero di esserle stato d'aiuto. Buona serata e mi contatti pure se ha bisogno di altri consigli.

TAG: Malattie neurologiche | Neurologia | Psicologia | Salute mentale | Terapie
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