18-07-2018

Apparato digerente e urinario

Salve,

ho due domanda da porre per conto di mio padre, età: 80 anni. Se si esclude un intervento di rimozione della cistifellea (40 anni fa) e un rene che, a seguito calcificazione di calcoli, ha ridotto al 10% la sua funzione, ha sempre avuto una buona salute e una tempra forte.

1) L'anno scorso, a seguito di un blocco, dopo pareri discordanti di vari urologi, chi diceva di operarsi chi lo sconsigliava, è stato operato di prostata (intervento con laser). Fatto sta che ad oggi non ha ripreso la minzione normale, sono circa 8 mesi che assume Urecholine, per il rilassamento della vescica, ma niente, continua a doversi alzare la notte e il residuo che espelle tramite cateterismo aumenta invece di diminuire. L'ecografia dice che il condotto è sgombro. E' possibile risolvere il problema? come?

2) Di pari passo con il problema urinario ha cominciato ad avere problemi di digestione, ha provato a risolverli con tutti i lassativi e farmaci possibili ma niente. Gastroscopia e rettoscopia non danno evidenze. Nell'ultimo mese poi il problema ha assunto una forma strana, sono più di tre settimane che non digerisce (escludendo minime eiezioni coadiuvate da farmaci, lassativi e clisteri) ma la cosa strana è: che il ventre, almeno al tatto, risulta sgombro (così perlomeno mi ha detto il medico l'ultima volta che lo ha visitato), non è e non si sente gonfio e, nonostante mangi regolarmente, non ha lo stimolo e, cosa ancor più strana, perde peso giorno dopo giorno, un progressivo deperimento.

Qualcuno sa indicarmi che esami fare, quale strada prendere, se può trattarsi di una intolleranza alimentare sviluppata in tarda età ovvero di un problema di tiroide o altro? Il gastroenterologo che lo ha visitato non ha saputo che fargli, pertanto confido in una vostra risposta perché non so più a che santo rivolgermi. Saluti

Risposta

La situazione è certamente complessa, ma è difficile che tutto si debba ricondurre ad una sola causa. Per l'aspetto più tipicamente urologico, immaginiamo che questa scarsa contrattilità della vescica sia stata oggettivata co una opportuna indagine urodinamica prima di iniziare ad assumere il betanecolo. Si tratta di un farmaco abbastanza desueto, più recentemente poco utilizzato per la sua scarsa efficacia e per gli effetti collaterali. Sta di fatto che non esiste una valida alternativa e l'unica possibilità è eliminare i residui urinari con la non agevolissima pratica del cateterismo intermittente. Il resto delle manifestazioni che coinvolgono l'intestino sono difficilmente correlabili alla situazione vescicale e alla terapia in corso (che dovrebbe invece stimolare la canalizzazione). La perdita ingiustificata di peso va sempre valutata con molta attenzione, pensiamo sia opportuno approfondiere gli accertamenti con esami generali del sangue, compresi i marcatori tumorali più comuni, con una eventuale ecografia o TAC dell'addome.

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