22-12-2003

Assunzione di progesterone

Quattro mesi fa ho avuto un aborto interno tra la 9° e l'11° settimana. All'Ecografia dell'8° l'embrione era vitale ma risultava indietro nella crescita di due settimane. Per il resto non vi era alcuna altra anomalia. Ora sono nuovamente incinta e pochi giorni fa, dall'ecografia eseguita (otto settimane e due giorni), lo sviluppo dell'embrione è normale.
Nonostante ciò il medico mi ha prescritto del Progesterone a titolo precauzionale, e dietro mia insistenza mi ha specificato che serve per aiutare l'impianto della placenta. Ho già un bambino di un anno e mezzo con il quale ho avuto una gravidanza assolutamente fisiologica. Le cause del mio aborto interno in assenza di infezioni, da ciò che mi è stato spiegato, sono da ricollegarsi ad un anomalia di tipo genetico.
Mi domando perciò quale sia la necessità di assumere Progesterone. Le parole del mio ginecologo, che conosco da poco avendo cambiato residenza, non mi hanno convinta. La sua assunzione è necessaria o risponde alla filosofia del "tanto non fa male"? Grazie.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Diciamo che “sicuramente non fa male, anzi può solo far bene visto che comunque ha avuto un aborto”. Credo che sia questa la filosofia del ginecologo e non c’è motivo di ritenerla sbagliata.
TAG: Ginecologia e ostetricia | Organi Sessuali | Salute femminile
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