24-02-2006

Attacchi ischemici

Sono un ragazzo di 28 anni a cui è stato diagnosticato forame ovale pervio in seguito ad attacchi ischemici avuti in diversi momenti e che si sono sempre risolti spontaneamente. Mi è stato consigliato l'intervento di chiusura percutanea che ho effettuato circa un mese fa. A distanza di pochi giorni dall'intervento ho accusato problemi alla vista e nuovi piccoli attacchi ischemici, da indagini si è scoperto che sulla parete sx del device si è formato un coaugolo di 4 mm e mi è stata consigliata Terapia anticoaugulante. Vorrei sapere se la terapia è adeguata o se è necessario asportare chirurgicamente il coaugulo. Grazie.
Redazione Paginemediche
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Redazione Paginemediche
Risposta
Presumo che gli attacchi ischemici di cui lei parla siano interpretabili come risultato di episodi embolici. Il rapporto causa–effetto tra gli attacchi embolici e il forame ovale pervio non è infatti sempre ben dimostrabile. Dando per scontato che il forame ovale abbia procurato episodi embolici (disseminazione di materiale trombotico nel circolo arterioso) e che sia presente un coagulo sul device (immagino identificato con ecocardiografia transesofagea) la terapia proposta appare sicuramente adeguata.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare