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17-08-2017

Azoospermia dovuta da farmaco per trombocitemia

Salve, Sono un uomo di 33 anni, nel 2012 mi viene diagnosticata una T.E. (Trombocitemia Essenziale) con 1,8 milioni di plt, inizio la cura con antimetaboliti (idrossiurea) 4 cp al giorno per 1 anno poi 3 cp al giorno, piu cardioaspirin. Pertanto è da 5 anni che proseguo con questa terapia senza mai interrompere, ovviamente costantemente controllato dagli ematologi dell'ospedale nel quale sono in cura. Recentemente effettuo uno spermiogramma (da sei mesi provavo ad aver un figlio con la mia compagna). Risultato: Azoospermia totale anche dopo centrifuga. Vado nel panico. Ho chiaramente fatto presente la mia situazione agli ematologi che mi seguono (valuteranno la possibilità di cambiare il farmaco), mi sono rivolto ad un urologo specialista di infertilità maschile (col quale mi vedró a settembre) sto per fare tutti gli esami necessari per un'analisi approfondita, tra cui FSH.

Fatta ecografia ai testicoli che riporta testicolo sx inferiore alla media con varicocele primo grado sx. Le mie domande sono: quante probabilità ci sono che l'azoospermia sia dovuta alla terapia citoriduttiva che seguo da 5 anni? Potrebbe essere temporanea? Di quanto tempo ha bisogno il fisico per "disintossicarsi" dal farmaco? Un eventuale valore alto di FSH andrebbe a confermare la possibilità che sia il farmaco la causa? La microtese mi lascerebbe qualche speranza in caso di azoospermia permanente? Secondo Voi, i medici che mi hanno somministrato la cura chemioterapica, avrebbero dovuto avvertirmi della possibilità di questo effetto collaterale e optare quindi per la preservazione del seme?
So che la letteratura medica non è ricca di casi come il mio, Vi ringrazio anticipatamente per le risposte.

Risposta di:
Dr. Giovanni BerettaDottore Premium
Specialista in Andrologia e Patologia della riproduzione umana
Risposta

Gentile lettore, la terapia indicata potrebbe essere in gioco nel determinare una mancanza di spermatozoi nel liquido seminale. Bene ora valutare con il suo ematologo di fiducia, se possibile, interrompere o modificare questa strategia terapeutica; nel frattempo con il suo andrologo di riferimento fare tutti gli accertamenti ormonali e citogenetici del caso (mappa cromosomica, microdelezioni del cromosoma Y). All'ultima questione, da lei posta, la risposta è scontata. Un cordiale saluto.

TAG: Biochimica clinica | Ematologia | Esami | Farmacologia | Organi Sessuali | Patologia clinica | Salute maschile | Urologia
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