Esami da fare per la diagnosi di osteoporosi

esami da fare per la diagnosi di osteoporosi

L'Osteoporosi è una malattia che interessa l'apparato scheletrico. Essa determina infatti una notevole fragilità delle ossa dovuta ad una progressiva riduzione della densità minerale ossea.

Le fratture determinate da tale fragilità interessano principalmente ossa quali quelle del polso, le vertebre ed il femore. È frequente il suo insorgere con l'invecchiamento ma non è una Patologia propria di questa fase dello sviluppo.

Come me ne accorgo

L'osteoporosi non presenta sintomi, pertanto sono proprio le fratture a costituire un campanello d'allarme. Tuttavia vi sono dei malesseri che possono rappresentare una sorta di preavviso o comunque indurci a dei controlli clinici.

Tra questi possiamo indicare il dolore muscolare provocato dal collasso delle vertebre, ossia da una contrazione di quei muscoli che sorreggono la parte superiore del corpo; il dolore cronico alla colonna vertebrale che si manifesta in seguito a sforzi eccessivi e a movimenti bruschi e che interessa in particolar modo la parte inferiore del torace o la zona lombare; infine, una incurvatura della parte superiore della schiena che determina talvolta conseguenze gravi alla gabbia toracica.

Gli esami da fare

Per individuare tale patologia è necessario sottoporsi ad esami specifici che ci consentano di controllare la salute delle nostre ossa. L'esame adatto è la densitometria ossea che ci permette di tenere sotto controllo la densità ossea allo stato attuale e nel corso dei trattamenti, quindi consente una previsione sulla condizione delle ossa prima di eventuali fratture.

Poiché le ossa maggiormente soggette a traumi sono il radio e l'ulna nell'avambraccio, le ossa del collo, il femore e infine, le vertebre, l'attenzione clinica è rivolta soprattutto a queste zone. Accanto alla densitometria ossea vengono attualmente utilizzate altre tre tecniche che rientrano nell'ambito della Mineralometria ossea computerizzata (Moc):

  • ISPA: questo esame valuta con esattezza la massa ossea calcolando la quantità di calcio, l'elasticità e la resistenza dell'osso esaminato in riferimento a valori medi stabiliti. Tuttavia, questo tipo di analisi, per le modalità tecniche di cui si serve, risulta inadeguata per le ossa del collo, il femore e le vertebre;
  • DPA: è un esame specifico per la colonna vertebrale, il femore e lo scheletro. Consente di ottenere risultati migliori rispetto all'ISPA;
  • DEXA: quest'esame, infine, pur essendo tecnicamente più simile alla DPA, garantisce una maggiore precisione e ha il notevole vantaggio di essere meno invasivo. Vanno inoltre menzionati altri esami tuttora in uso: la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) che, utilizzata per l'analisi della colonna vertebrale, comporta lo svantaggio di sottoporre il paziente ad alte dosi di raggi X; le ecografie, il cui uso clinico è tuttora discriminato da una possibile inadeguatezza rispetto alle suddette tecniche Moc.

Che fare

Per limitare le probabilità di insorgenza dell'osteoporosi l'unico metodo attualmente più valido è rappresentato dalla prevenzione. Non disponiamo, infatti, di tecniche che consentano un ripristino della massa ossea se non di quantità del tutto irrilevanti, purtroppo. È possibile individuare delle fasi della vita in cui sarebbe bene seguire delle buone norme preventive.

Nella donna, per esempio, l'avvento della menopausa, con i cambiamenti ormonali che comporta, dovrebbe determinare una maggiore attenzione anche rispetto all'osteoporosi. Pertanto, sarebbe bene sottoporsi a degli esami preventivi che valutino una eventuale predisposizione a tale patologia.

Si è però verificato che le donne che seguono, in questa delicata fase della loro vita, una terapia ormonale sostitutiva, abbiano di fatto un vantaggio dal punto di vista della prevenzione. Del resto è stato dimostrato che le terapie ormonali sostitutive costituiscono un sostegno anche nelle terapie dell'osteoporosi.

Queste molecole riescono, infatti, a limitare il riassorbimento osseo e pertanto costituiscono un buon sistema di prevenzione delle fratture che questa patologia frequentemente comporta. Infine, agisce sia a livello preventivo che terapeutico anche una progressiva somministrazione di Calcio e di vitamina D. Va comunque tenuto presente che è lo specifico quadro clinico del singolo paziente a determinare la scelta terapeutica del medico.

Consigli per la salute delle ossa

La prevenzione dovrebbe riguardare tutto il percorso di sviluppo delle ossa, iniziare quindi fin dai primi anni di vita seguendo dei semplici accorgimenti nell'alimentazione e nelle attività giornaliere.

Innanzitutto, bisognerebbe seguire una dieta sana ed equilibrata. L'alimentazione svolge un ruolo inestimabile nella crescita. Nel caso specifico, però, una dieta adeguata dovrebbe prevedere alimenti contenenti calcio che è il principale componente delle ossa. La quantità di calcio necessaria all'organismo varia a seconda dell'età.

L'adolescenza rappresenta una tappa importante perché tra le fasi di crescita delle ossa è il periodo in cui si completa e si comincia a consolidare lo scheletro. Altro momento di estrema importanza è la gravidanza: per la formazione corretta del nascituro è necessario infatti l'assorbimento di una quantità di calcio giornaliera di almeno 30 grammi, in particolare dal sesto mese.

In seguito il fabbisogno di calcio del neonato aumenta progressivamente. Pertanto durante l'allattamento la mamma deve seguire una dieta che tenga conto delle esigenze del bambino.

Infine, la menopausa rappresenta un altro momento importante. In particolare in questa fase sarebbe bene aumentare l'assunzione del minerale. L'importanza rivestita da una corretta alimentazione ha spinto i dietologi a indicare le giuste quantità di calcio a secondo di fattori generici, quali l'età ed il sesso, in una dieta bilanciata.

Questi studi hanno portato all'elaborazione dei LARN, livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti. L'assorbimento di calcio da parte del nostro organismo segue un percorso che non è affatto lineare: con il tempo infatti diminuisce la nostra capacità di assorbire il calcio; se un bambino assume un corrispettivo del 75% rispetto alla quantità ingerita, negli anziani il livello della proporzione si abbassa al 20-40%.

Gli alimenti, comunque, che contengono calcio sono innanzitutto il latte ed i suoi derivati, alcune verdure a foglia quali i broccoli e il cavolo, alcuni tipi di pesce tra cui le alici, il salmone e le sardine. Infine, anche la frutta secca, i cereali integrali, la soia e i legumi. Una dieta che miri a rispettare il fabbisogno di calcio giornaliero dovrebbe pertanto prevedere il consumo di questi alimenti.

Un altro elemento la cui assunzione ha un ruolo importante nella prevenzione dell'osteoporosi è il fosforo. Infine, per la prevenzione dell'osteoporosi bisognerebbe evitare di ingrassare troppo. Tenere sotto controllo il livello di colesterolo rappresenta un'altra di quelle norme per assicurarsi la buona salute delle nostre ossa.

Pertanto ricordiamo che gli alimenti che contengono più alti livelli di colesterolo sono i formaggi stagionati, le carni rosse e le uova. Anche l'acqua può essere ricca di calcio quindi bisogna bere molto. Tra i diversi tipi di acqua si può dire che quella oligominerale ha pochi minerali, invece la minerale contiene calcio. In generale per orientarci basta controllare sull'etichetta il simbolo Ca++ che indica la quantità di calcio presente nell'acqua.

In ultimo bisogna controllarsi nell'assunzione di alcolici che svolgono un ruolo negativo nel metabolismo osseo ed impediscono l'assorbimento di calcio.

Sarebbe bene svolgere attività fisica in modo regolare. Il movimento rappresenta un fattore determinante per una strutturazione sana delle ossa e, infatti, le ricerche hanno constatato che chi frequenta la palestra incorre meno in questa patologia.

Passeggiare a piedi o in bicicletta è un ottimo esercizio fisico. Va, però, ricordato che, come ogni cosa del resto, eccedere fa male. Quindi sì ad un quotidiano ma controllato esercizio fisico. Infine, soprattutto con il sopraggiungere delle stagioni più calde, produce effetti positivi anche 'prendere il sole'. L'esposizione ai raggi solari, se condotta in modo attento, produce notevoli effetti benefici sulle nostre ossa. I raggi solari infatti stimolano la produzione di vitamina D che determina:

  • un miglior assorbimento del fosforo e del calcio a livello intestinale;
  • la regolazione dei livelli plasmatici di calcio;
  • un'adeguata mineralizzazione dello scheletro.

Per approfondire guarda anche: “Osteoporosi”

Leggi anche:
Il dolore cronico è un'esperienza di dolore continua e ricorrente che rende impossibile il normale svolgimento delle attività quotidiane.
23/02/2018
10/10/2013
TAG: Anziani | Ortopedia e traumatologia | Ossa | Sistema Muscolo-Scheletrico | Salute femminile