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Esperto Risponde

Buongiorno, mio padre (54 anni) è affetto da

Buongiorno, mio padre (54 anni) è affetto da cirrosi epatica da diversi anni. E' tenuto sotto controllo nella clinica specializzata del policlinico di Modena e in uno degli ultimi controlli, è stato riscontrato la presenza nel fegato di un nodulo atipico che si è notevolmente ingrossato. I valori ematici non presentano rilevanti problemi tenuto conto comunque della condizione generale comunque grave. Dato che non è risultato idoneo al trapianto per vari motivi (tra cui l'occlusione delle vene e valori sanguinei che potrebbero portare a complicazioni in interazione con farmaci antirigetto ed una lieve disfunzione della valvola miocardica causata probabilmente sempre dai problemi del fegato), nei prossimi giorni sarà sottoposto a terapia di chemioembolizzazione di questo nodulo. Vorrei sapere se questo si tratta di una terapia palliativa per allungare la vita (e se si di quanto si può sperare)o potrebbe essere il modo per poter migliorare la situazione e in futuro procedere al trapianto, data anche e soprattutto la giovane età. Capisco che queste informazioni non sono troppo esaustive per capire la situazione ma sarebbe confortante sapere se secondo voi si può pensare ad un miglioramento in futuro o ci sono poche speranze in questo senso?! grazie mille per la disponibilità accordatami. cordiali saluti.
Risposta del medico
Dr. Fegato.com
Dr. Fegato.com
La chemioembolizzazione del nodulo è una procedura che potrebbe essere in grado di allungare la vita del paziente ed eventualmente anche di migliorare la situazione in modo da poter, in futuro, procedere al trapianto, soprattutto in funzione della giovane età. E’ una terapia che va fatta e che può comportare un miglioramento.
Risposto il: 22 Gennaio 2008