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L’ESPERTO RISPONDE

Buongiorno, scrivo per mio padre che ha 70 anni

Buongiorno, scrivo per mio padre che ha 70 anni ed ha subito recentemente (agosto 2007) l'impianto di uno stent per un'occlusione coronarica (circa l'80%) che provocava dolori anginosi. Tra i medicinali prescritti dopo l'intervento c'è naturalmente la cardioaspirina. Mio padre ha sofferto in passato di ulcera duodenale ed ha effettuato l'anno scorso la classica terapia triplice (Velarox – Veclan – Lucen) per l'eradicazione dell'Helicobacter Pylori. La diagnosi istopatologica associata alla gastroscopia eseguita prima della cura di eradicazione (marzo 2006) è la seguente: Frammenti (4) di mucosa di tipo antrale e fundico sede di severa gastrite cronica follicolare attiva (granulociti + + ) con aree di atrofia e metaplasia intestinale completa; presente H.p. ( + + + ). Essendo molto preoccupato sullo stato della mucosa gastrica di mio padre, chiedo se è possibile sostituire la cardioaspirina con un farmaco alternativo antiaggregante che non abbia (o almeno abbia minori) effetti collaterali sullo stomaco. Mio padre prende anche un antiacido per ridurre i disturbi gastrici ma non credo che possa continuare così per tutta la vita, anche perchè questo farmaco gli dà parecchi fastidi (bolle dentro la bocca). Non vorrei che per curare il cuore si rischi un carcinoma gastrico. Grazie.
Risposta del medico
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La terapia antiaggregante con aspirina a basso dosaggio è necessaria dopo l’applicazione di uno stent per ridurre il rischio di trombosi all’interno dello stent applicato. Normalmente si usa uno schema con 2 farmaci antiaggreganti (acido acetil salicilico 100 mg + clopidrogrel 75 mg). Probabilmente nel caso in questione i colleghi hanno semplificato tale schema per la concomitante patologia duodenale, ma non credo che sia opportuno togliere al momento anche l’aspirina. Si dovrà ovviamente monitorare bene la situazione per cogliere precoci eventuali segni di ripresa del problema duodenale.
Risposto il: 07 Novembre 2007
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