06-12-2016

Carcinoma vescicale G2Ta: BCG o cistoscopia?

A seguito di TURV per la rimozione di due carcinomi vescicali di cm. 1,6 e 0,5, il chirurgo mi ha proposto di iniziare quasi subito un ciclo di 6 instillazioni vescicali settimanali di BCG.
Un altro urologo, secondo cui il tumore da cui sono affetto non produce metastasi, è leggero e superficiale, mi ha invece consigliato di procedere ad una cistoscopia a gennaio e poi, eventualmente, ad un ciclo di instillazioni di mitomicina, farmaco, a suo avviso, meno aggressivo, in quanto instillato localmente, del BCG.

Faccio presente che nell’ottobre 2015 mi hanno tolto l’uretere ed il rene destro per un tumore identico a quello in questione, mentre nel 2000 mi hanno tolto il 2°, 3° e parte del 4° segmento sinistro del fegato per sospetta colangite sclerosante primitiva (i medici curanti hanno però qualche dubbio), mentre adesso soffro di neuropatia sensitiva a i 4 arti e di glaucoma.
Tanto premesso, chiedo cortesemente quale percorso sia preferibile, considerando l'efficacia ai fini delle recidive e le controindicazioni. Aggiungo che nella metà degli anni '90 a mio padre, affetto quasi dello stesso tipo di carcinoma vescicale (G2T1), dopo (o causa?) uno o più cicli (non ricordo) di BGC venne riscontrato un grosso aneurisma addominale ed un tumore al polmone. Sono un uomo di 67 anni, peso 58 k e sono alto 1,78. Ringrazio per l’eventuale risposta.

Risposta

Le indicazioni dipendono essenzialmente dagli esiti dell'esame istologico. La profilassi immunitaria con BCG si effettua in genere in situazione di tumore G3Ta o G3 T1. Nelle situazioni meno aggressive si preferiscono le instillazioni di Mitomicina.

TAG: Oncologia | Reni e vie urinarie | Tumori | Urologia