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14-11-2012

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Salve sono un uomo di 23 anni, essendo veneto sono stato abiutuato a bere esageratamente fin da adoloscente. Certo questo è biasimevole ma putroppo comune alla cultura e alla genererazione di cui faccio parte. Nell'ultimo anno, parlo del periodo natalizio dell'anno scorso, non sono più stato in grado di reggere l'alcol come un tempo (non voglio un consiglio su come reggerlo meglio, tutt'altro. Abbia un attimo di pazienza che arrivo al punto). Per tutti questi mesi, in compagnia, ho bevuto sempre meno: forse per la preoccupazione di perdere il controllo (cosa che fino ad allora non mi capitava mai), forse per una nausea fisica che cominciò pian piano ad attallonarmi. (Avrà certo capito che se non mi considero un alcolizzato è solo perché trovo sempre con cui bere assieme). Improvvisamente, in maniera minore durante l'estate e decisamente più preoccupante tre settimane fa, mi è accaduto di perdere totalmente coscienza, senza vomitare o svenire (lo stomaco è ormai immune da anni), ma non reggendomi in piedi, straparlando, senza ricordare nulla e sopratutto trascinandomi in un dolorosissimo postumo lungo tre giorni. Certo sembrano sintomi di un normale abuso di alcol ma il fatto è che non avevo bevuto più di una bottiglia di vino, cosa che, mi lasci dire, fino ad oggi facevo all'incirca ogni sera per cena; e sopratutto, a cronaca dei presenti, passando in pochi attimi dalla completa lucidità al rotolarmi per terra muggendo cose senza senso. In queste settimane mi sono sentito fiacco ed ho avuto spesso l'addome gonfio. Solo oggi ho notato tracce di sangue nelle feci ed ho cominciato davvero a preoccuparmi, sopratutto per la cirrosi apatica. Vorrei anche aggiungere che inconsciamente (ed irrazionalmente) potrei magari aver cercato una scusa di natura medica per trovare una giustificazione alla mia incapacità di controllare l'assunzione di alcol, e magari la paura di cambiare stile di vita, dovuta alla mia latente dipendenza; ma ho il terrore non sia così.
Risposta di:
Dr. Boris Franzato
Specialista in Chirurgia dell'apparato digerente e Chirurgia generale
Risposta
Gentile utente Mi permetto di contestarle la frase "essendo veneto sono abituato a bere esageratamente". Sono veneto anch'io e non per questo bevo esageratamente. Le contesto, sempre bonariamente, anche la frase "purtroppo comune alla cultura e alla generazione di cui faccio parte". Nascondersi dietro un fatto culturale e generazionale non mi sembra giusto. Abusare di alcool nasconde sempre la presenza di problemi interiori, per nascondere i quali si cade nella dipendenza dagli alcoolici. Non voglio farla facile nè mi permetto di insegnarle nulla. Mi permetto solamente di suggerirle di cercare aiuto presso le varie associazioni diffuse sul territorio, alcoolisti anonimi, per citarne una, ma ce ne sono numerose che sono certamente in grado di aiutarla ad uscire da questo tunnel. La saluto cordialmente e le faccio i miei migliori auguri.
TAG: Gastroenterologia
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