Salve dottoreSono un ragazzo di 26 anni a cui da poco tempo è stato diagnosticato il dolico-colon conseguentemente ad un travagliato periodo in cui ho fatto qualsiasi tipo di visita medica. Complice di questa situazione, è stato il mio medico di famiglia, il quale non è riuscito a fare una diagnosi immediata del mio stato di salute. A suo discapito... Leggi di più ho letto però in giro per la rete, perché non ho altra fonte da cui attingere, che le malattie intestinali sono di difficile diagnosi perché solitamente i loro sintomi sono molto generici e subdoli. Il vero problema di questa vicenda è che il mio medico di famiglia alla prima visita, dopo il manifestarsi di sintomi abbastanza forti del mio malessere fisico (il quale ho ragione ormai di pensare che sia congenito e quindi di ancor più difficile diagnosi da parte mia) mi ha consigliato l'utilizzo di ansiolitici alludendo, senza niente per iscritto, che il mio problema poteva essere legato ad uno stato d'ansia. Da allora, circa 8 anni fa, sono passato dallo studio del dottore un gran numero di volte per cercare di strappargli una visita medica utile a scoprire cosa in realtà scaturiva il mio stato di malessere (forte debolezza, gonfiore generalizzato nell'addome ecc..) rifiutando seccamente quella sua diagnosi. Ho fatto visite di tutti i tipi: elettrocardiogramma, oculistica, neurologica, analisi per la celiachia, gastroscopia, analisi del sangue in generale, ma tutte quante si sono rilevate negative. Solo all'ultima visita, colonscopia, finalmente ho scoperto cosa mi procura tanto malessere fisico. Devo dire, innanzitutto, che, generalmente, non mi piace affatto il modo con cui i medici sono abituati a rapportarsi con i pazienti. Mi rendo conto che visitare, elaborare i sintomi descritti, diagnosticare non sia cosa semplice ma ritengo comunque che senza una spiegazione della patologia al paziente, il lavoro del medico sia incompleto. Lei ha l'intestino un po' più lungo della norma le conviene bere molta acqua, questo è tutto quello che mi è stato detto alla visita che ho fatto: un colonscopia. Per questo mi rivolgo a lei, per cercare di avere dei chiarimenti in merito, a questa patologia.Questo è quanto ho capito io successivamente alla visita medica riguardo il mio stato di salute, la prego di dirmi se ho tralasciato qualcosa nella mia auto-diagnosi.Innanzitutto l'intestino essendo più grande (lungo) rispetto al normale fa si che ci siano degli scompensi fisici che si ripercuotono sul mio stato di salute generale. Un grande intestino richiederà probabilmente grandi quantità di sangue e quindi di conseguenza la pressione sanguinea sarà generalmente più bassa del normale, causando tutti quei fastidi che questa comporta (debolezza, vertigini, mancanza di concentrazione, ipotensione arteriosa) dovuti tutti ad un minore apporto di sangue agli altri organi. Altro sintomo è la stitichezza dovuta al fatto che l'intestino essendo lungo assorbe molti più liquidi del dovuto generando feci molto secche le quali trovandosi in un percorso più tortuoso del normale rischiano di non riuscire ad arrivare fino all'ano generando così aria all'interno del condotto intestinale (dovuta ad un assorbimento totale del cibo). Questo fenomeno oltre a bloccare il passaggio di altre feci e quindi generando dei blocchi, altera la flora intestinale in maniera compromettente anche per alcuni giorni. Oltre alla normale stitichezza sono frequenti quindi fenomeni di colite ed emorroidi le quali a loro volta hanno un gran numero di sintomi che si ripercuotono a livello fisico e psicologico (blocco intestinale e gonfiore, compressione stomaco e polmoni, tensioni addominali, vertigini, ansia, depressione, debolezza, forte nervosismo, dolori alle giunture, poca concentrazione mentale, apatia, aritmie cardiache, diarree, alitosi, nodo alla gola...). Il vero problema di questi tipo di disturbi sta nel fatto che essi si manifestano alternativamente costantemente tutti i giorni e per la maggior parte della propria giornata, e che quindi che prima di capire che il tutto è dovuto ad un problema fisico e non magari ad uno stress psicologico, ci vuole tanto tempo sopratutto se sia ha contro il proprio medico ed a volte anche la propria famiglia.Estenuante poi la ricerca dei cibi che non creano disagio intestinale, infatti ogni ''errore'' viene pagato caro anche con qualche giorno di malessere.Oltre a tutto questo, e da non mettere in secondo piano, psicologicamente si tende ad avere poca fiducia in se stessi dovuta alla precarietà del proprio corpo e quindi nel non vedere in se stessi una figura forte su cui fare affidamento.Infine, come se non bastasse, le irritazioni del tratto finale dell'intestino influenzano anche le proprie prestazioni sessuali, con eiaculazioni precoci dovute alla ''stimolazione'' della vescicola seminale e quindi di tutti gli organi riproduttivi (naturalmente questo succede solo quando si è irritati).Perché i miei problemi sono iniziati 8 anni fa? Semplicemente perché la mia vita è diventata fortemente sedentaria (ho iniziato l'università) e quindi ho avvertito fin da subito i sintomi in maniera più forte che del normale.Grazie alla diagnosi iniziale del mio medico di famiglia, la quale mi ha mandato totalmente in paranoia, ho dovuto richiedere l'aiuto ad uno psicologo perché anche io mi ero auto-convinto che era un problema di ansia (pensando che potesse essere legata alla difficoltà nell'affrontare l'università). Ci è voluto un po' per capire (tanto tempo), attraverso un attenta analisi del mio stato psicologico e fisico, che il problema in realtà era prettamente fisico il quale influenzava il mio stato psicologico e non come nella maggior parte dei casi in cui è lo stato di stress della persona ad influenzare lo stato fisico soprattutto quello intestinale.Conferma quanto ho scritto? Quale dieta e/o quali farmaci secondo lei sono i migliori?Grazie per l'attenzioneE spero che questa lettera sia di aiuto a qualcun altro che sta affrontando il mio stesso problema ma anche ai medici di base i quali dovrebbero tenere un rapporto più esplicativo nei confronti dei propri pazienti.