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Esperto Risponde

cisti suppurata

Buonasera, Le scrivo perchè non riesco a fare il punto della situazione dopo ben 4 consulti diversi.La situazione è molto semplice: da giugno fino a poche settimane fa avevo nel fianco una piccolissima ciste che non solo non recava alcun fastidio ma non dava neanche segno di crescere minimante.Nel giro di due settimane questa ciste è cresciuta sempre di più e soprattutto ha iniziato ad arrossarsi e a far male se toccata, al punto che non posso uscire di casa se non in tuta in modo da evitare eccessive pressioni su di essa.Ben volenteroso di trovare una soluzione mi son recato in primis dal medico generale, che me l'ha classificata come ciste sebacea, probabilmente dovuta a una puntura di insetto o un foruncolo incarnito, che per qualche ragione ha iniziato a crescere. Senza scendere troppo nel dettaglio ha sconsigliato di operarla o di farla incidere in quanto già vicina alla maturazione bastaerebbe applicarci una buona dose di ittiolo per far fare alla natura il suo corso e falla "espellere" in maniera naturale.Non convinto di questa opinione e spinto anche dal desiderio di eliminarla in maniera rapida e il più possibile indolore sono andato a sentire il parere di un dermatologo all'ospedale. Il quale mi ha assolutamente sconsigliato di metterci l'ittiolo in quanto c'era un rischio che con l'ittiolo non solo si riformasse ma al tempo stesso si infettasse la carne circostante costringendomi a farmela medicare e drenare ogni giorno in ospedale. Mi spedisce da un chirurgo per farla vedere pure a lui e mentre aspetto la data prefissata decido di andare da un altro dermatologo ambulatoriale. Guardacaso l'opinione di quest'ultimo è ancora una volta discorde, sostiene infatti che la ciste sia colliquata e che se andassi da un chirurgo me la "zafferebbe" con altissimo rischio che il pus si spanda nella ferita e mi costringa a farmi medicare e drenare quotidianamante all'ospedale. Dice anche che se fossi andato prima si sarebbe potuta praticare un escissione ma visto lo stato delle cose era praticamente impossibile praticarla senza che il pus si spargesse in ogni dove costringendomi quindi lo stesso a correre in ospedale ogni giorno per medicazioni quotidiane. E pure lui consiglia l'ittiolo.Infine sono stato da questo chirurgo che mi ha detto che si è presente pus, ma che con una terapia antibiotica si sarebbe comunque potuta praticare un escissione risolvendo così il problema alla radice. Evitando a quanto pare il fastidioso e doloroso drenaggio. Fortunatamente i pareri son finiti, anche se credo che a breve che ne avrò un altro da uno psicologo per quest'inizio di ipocondria.Il dubbio instaurato da questi illustri oratori, i quali son stati sempre in grado di convincermi per una mezzora buona che la loro opinione era la migliore rispetto alle altre è il seguente: Il mio unico interesse è di risolvere la situazione evitando di andare a perdere due ore al giorno in ospedale per farmi inserire della garza nella carne viva per tempo indeterminato, dato che ogni medico mi ha detto questa eventualità e ha dato la sua personalissima opinione su come evitarla. Da quanto son riuscito a concludere dalle varie opinioni questo si potrebbe verificare quasi sicuramente se la ciste venisse "zaffata" in quanto è colliquata, potrebbe succedere pure applicando ittiolo in qunanto non si può controllare ciò che avviene; mentre al contrario quasi per niente se praticassi un escissione. E' corretto? ma al tempo stesso, dato che tutti concordano sul fatto che sia colliquiata, ma quasi nessuno su cosa questo implichi lo chiedo a lei: una ciste colliquiata impedisce o complica in qualche modo l'escissione? O riguarda solo la "zaffatura"? In poche parole, questa colliquazione implica che sia supporata e quindi devo obligatoriamente eseguire un drenaggio, rendendo così doloroso e impervio il tutto e quindi rendendo preferibile aspettare che maturi da se con l'aiuto di ittiolo? O con la terapia antibiotica prescritta dal chirurgo possono comunque praticare l'escissione senza costringermi a quotidiani drenaggi?Vi ringrazio per la pazienza dedicatami, A presto
Risposta del medico
Specialista in Chirurgia generale
La cisti suppurata si riconosce in genere per il dolore e rossore e calore che presenta oltre all'aumento improvviso delle sue dimensioni,pertanto in queste circostanze l'unica cura è quella chirurgica,che consiste nella incisione e svuotamento mediante spremitura della formazione,seguita da lavaggi con acqua ossigenata e soluzione disinfettante tipo betadine e successivamente mediante zaffo di garza sterile imbevuta di soluzione disinfettante o di antibiotici locali tipo rifocin.In genere dopo 3-5 medicazioni si ha la risoluzione del problema.
Risposto il: 08 Novembre 2010