17-02-2006

Consigliato ERCP

Collegandomi con il Vostro sito ho notato che esistono altre persone con il mio stesso problema, visto che 4 anni fa ho subito una colecistectomia, e da allora ho frequenti coliche molto forti tipo coliche biliari (spesso confuse con coliche pancreatiche...ma da accertamenti fatti...IPOTESI scartata...) Domanda: come prevenirle? Come curarle? Se può essere utile sono anche affetta da retto colite ulcerosa (continuamente monitorata all'ISMET di Palermo)...ma prima dell'intervento di Colecistectomia non avevo mai avuto questo problema...La prima Colica si è presentata 12 ore dopo l'intervento... e da allora con scadenza anche di un anno è iniziato un incubo...E possibile avere notizie di qualche centro dove andare per affrontare questo problema...? Grazie
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
In seguito all’intervento di colecistectomia alcuni pazienti presentano un dolore biliare tipo colica, simile a quello lamentato prima dell'intervento; la patogenesi e il decorso clinico di questo dolore post-colecistectomia sono scarsamente compresi. Una ipotesi prende in considerazione una possibile stenosi della parte terminale del coledoco, cioè la cosiddetta papilla di Vater. Tale evento si può verificare sia prima che dopo la colecistectomia, è un disturbo più spesso organico, a volte funzionale della papilla di Vater, che determina dolore per l'ostacolato deflusso delle secrezioni biliari o pancreatiche. A volte, i pazienti hanno una fibrosi papillare dimostrabile dell'area sfinterica, forse dovuta a una precedente infiammazione o al trauma operatorio. Nei restanti casi dovuti a una disfunzione sfinterica, non si osserva alcuna anomalia organica, sebbene siano presenti periodicamente delle alterazioni funzionali e dei sintomi. Ambedue i gruppi di pazienti presentano un periodico dolore a tipo colica associato a reperti variabili, con transitoria elevazione della bilirubina o degli enzimi epatici, indicativa di colestasi, o con elevazione dei livelli sierici delle amilasi e delle lipasi. L'albero biliare e, meno frequentemente il dotto pancreatico, possono apparire dilatati a una colangiografia diretta e a una pancreatografia. La pressione dello sfintere può essere elevata quando misurata in corso di manometria duttale per via endoscopica. Pertanto, potrebbero essere utili indagini quali la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP) oppure la manometria dello sfintere. In alcuni pazienti si possono evidenziare piccoli calcoli residui, che possono essere trattatti con la stessa ERCP in corso di diagnostica. Il trattamento mediante sfinterotomia endoscopica può infatti essere curativo nei pazienti con segni obiettivi. Tuttavia è controverso nei pazienti che presentano solo dolore. In definitiva quindi, la disfunzione della papilla con dolori episodici, può essere responsabile dei sintomi che hanno portato alla colecistectomia e può essere anche la causa del dolore che continua dopo l'intervento chirurgico.
Un Centro specialistico in grado di effettuare ERCP è quello più idoneo a seguire il suo caso.