Bambini e adolescenti con asma: l’attività fisica e lo sport, specie in montagna, fanno bene

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Per i bambini e gli adolescenti, fare sport con l’asma – a condizione che la malattia sia ben controllata e che si prendano alcune semplici precauzioni, – è sicuro e consigliato come parte della cura e della riabilitazione.1,2 

Non vi è alcuna ragione per negare le attività sportive ai bambini e agli adolescenti asmatici con malattia controllata, – spiega il Dr. Alfredo Boccaccino, Direttore sanitario dell’Istituto “Pio XII” Onlus di Misurina. – Anche nelle persone che vanno soggette a broncospasmo da esercizio, a condizione che siano mantenuti sotto controllo medico, che i sintomi della malattia siano ben controllati, che si evitino pochi sport controindicati e che si prendano alcune semplici precauzioni, Per questo, l'attività fisica sportiva è consigliata nei bambini asmatici e soprattutto negli asmatici obesi”.3-6

Inoltre, l’esercizio fisico aiuta anche il bambino a convivere meglio con la malattia, diminuisce le sue assenze da scuola, aumenta le sue possibilità di praticare uno sport, migliora l’autostima e contrasta l’isolamento in cui spesso il piccolo asmatico si trova.

Eppure, i bambini e gli adolescenti con asma sono quasi sempre meno attivi dei loro coetanei non asmatici, spesso a causa di un eccesso di prudenza nei genitori,7-9 preoccupati che le attività fisiche e sportive possano scatenare una crisi d’asma o peggiorare le condizioni generali del proprio figlio.9,10 Più di un terzo delle mamme e dei papà limitano o vietano l’attività fisica ai propri bambini asmatici.11 

Al contrario, per un bambino o un ragazzo asmatico praticare uno sport non è solo una ginnastica polmonare, – avverte la Dr.ssa Alberta Xodo, Psicologa e psicoterapeuta al “Pio XII”; – significa anche saper gestire la dinamica di uno spogliatoio, saper vincere e perdere, acquisire competenze sociali, fare gruppo, fare squadra. Non fare tutto questo mette il bambino escluso da un’attività sportiva di squadra a rischio di disturbi depressivi”.
 

L’attività fisica fa bene. A media altitudine anche di più

Istituto Pio XII

Qualunque attività che migliori la performance respiratoria, soprattutto se aerobica, è di giovamento per il paziente asmatico. Se poi quest’attività viene svolta a media altitudine, tra i 1500 e i 2000 mt slm (ma non sopra i 2.500, attenzione, perché allora l’effetto è opposto) il beneficio è maggiore.
 

Perché l’alta quota fa bene al respiro

Una delle caratteristiche dell’altitudine è la riduzione della densità dell’aria, conseguenza della diminuzione della pressione dell’aria stessa. Le molecole dei gas che la compongono sono più distanziate tra loro (per questo si dice che l’aria è più rarefatta, più leggera). Questa situazione contribuisce a migliorare i flussi respiratori, riducendo il lavoro che il nostro sistema respiratorio deve compiere a ogni espirazione.

In effetti, il soggiorno prolungato in quota è da sempre riconosciuto come un fattore favorente la modificazione di alcuni elementi biochimici, – spiega il Dr. Boccaccino, – ed è tutt'ora sfruttato dagli sportivi nei ritiri pre-agonistici, per i vantaggi offerti. Una prova del beneficio è rappresentata dalle elevate concentrazioni muscolari di glutatione S transferasi riscontrate in popolazioni che vivono in alta quota, come i Tibetani, insieme a elevati livelli di mioglobina. Tali modificazioni garantiscono a quelle popolazioni una resistenza fisica inusuale”. 

Per approfondire guarda il video: "Respirare secondo natura"
 

La pluridecennale esperienza dell’Istituto “Pio XII” Onlus di Misurina, – l’unico Centro di eccellenza in Italia per la cura e la riabilitazione in alta quota delle malattie respiratorie pediatriche, – dimostra che, ai bambini asmatici, il soggiorno in alta quota rende più facile iniziare un'attività sportiva, migliorando le loro performance anaerobiche. Naturalmente, previa un’attenta e costante valutazione della risposta fisiologica e fisica individuale all'altitudine.

Per saperne di più
Riferimenti
1 Eichenberger PA. Sports Med 2013;43(11):1157-1170
2 Moreira A et al. Eur Respir J 2008;32(6):1570-1575.
3 Global Initiative for Asthma – GINA. Global Strategy for Asthma Management and Prevention.
4 Weiler JM et al. Ann Allergy Asthma Immunol 2010;105(6 Suppl):S1–S47.
5 Welsh L et al. Sports Med 2005;35(2):127–141. 
6 Wuestenfeld JC et al. Open Access Journal of Sports Medicine 2013.
7 Ostrom NK et al. Allergy Asthma Proc 2011;32(6):425–430.
8 Pianosi P et al. Pediatrics 2004;113:225–229.
9 Williams B et al. BMC Fam Pract 2008;9:40–51.
10 Lang D et al. Pediatr 2004;113:341–346.
11 Dantas FM et al. BMC Public Health 2014;14:287.
25/11/2015
19/11/2015