Search

I medici più attivi

Ultimi articoli

Toxoplasmosi in gravidanza: come evitarla

toxoplasmosi in gravidanza come evitarla
Redazione Paginemediche
Scritto da:
Redazione Paginemediche

Accade spesso di sentire, quando una donna desidera intraprendere una gravidanza, che avere un gatto in casa può essere molto pericoloso. I consigli spesso vanno dalla semplice attenzione al gatto e alla sua lettiera alla più drastica soluzione di tenere l'animale altrove, almeno per il periodo della gravidanza.

Sebbene sia vero che il gatto è l'animale che più di ogni altro può trasmettere all'uomo la toxoplasmosi, è pur vero che, con un po' di attenzione all'igiene, Micio può restare a vivere in casa senza creare problemi.

Cos'è la toxoplasmosi

La toxoplasmosi è una malattia infettiva provocata da un protozoo, il toxoplasma gondii, e viene trasmessa all'uomo da determinati animali, primo fra tutti il gatto, ma anche da conigli e cani. Inoltre, il protozoo può anche essere trasmesso consumando carne cruda o ortaggi e verdure non lavate bene. Non è facile accorgersi della toxoplasmosi perché ha sintomi molto simili ad altre malattie infettive: ingrossamento dei linfonodi, febbre, mal di gola, stanchezza, dolori articolari.

Per essere sicuri, si può effettuare un toxo-test, un esame dl sangue specificamente alla ricerca di eventuali anticorpi contro il toxoplasma gondii. Se sono presenti le Immunoglobuline A e M, vuol dire che l'infezione è attiva (le prime compaiono infatti appena l'infezione ha avuto luogo, mentre le seconde resistono nell'organismo anche fino un anno dopo la guarigione); se ci sono solo le immunoglobuline M, invece, significa che si è guariti da poco; infine, se sono presenti le immunoglobuline G vuol dire che si è guariti completamente e si ha ora una immunità permanente.

Toxoplasmosi in gravidanza: quali danni provoca?

È in gravidanza che la toxoplasmosi si fa veramente pericolosa. Le possibilità di trasmissione al feto variano a seconda del trimestre di gravidanza, così come la sua pericolosità. Nel primo trimestre è di circa il 15%, ma le conseguenze sono sempre letali.

Infatti, solitamente il passaggio del protozoo attraverso la placenta e la trasmissione dell'infezione al Feto provoca l'aborto o la morte neonatale. In altri casi, invece, può provocare patologie oculari, come strabismo, atrofia del nervo ottico, infiammazione della retina; e ancora anemia, febbre, affezione neurologiche, come convulsioni o anomalie del cranio, polmonite, abbassamento delle piastrine, epatomegalia e splenomegalia.

Nel secondo e terzo trimestre e durante il parto le percentuali di possibilità di trasmissione aumentano rispettivamente a 30%, 60% e 90%, ma i danni al feto sono tanto minori quanto più tardi si trasmette la malattia; tuttavia, spesso le conseguenze si presentano vari anni dopo: cecità, difficoltà nell'apprendimento, ritardo mentale. Se la toxoplasmosi si contrae alla nascita, solitamente la malattia si presenta in maniera asintomatica oppure, quando presenti, i sintomi sono quelli classici della toxoplasmosi ed il decorso è benigno.

È chiaro, quindi, che la donna incinta deve porre un'attenzione particolare ad evitare il contagio della toxoplasmosi. Potrà prevenire la trasmissione seguendo alcune norme igieniche fondamentali:

  • se si ha un gatto in casa, evitare di occuparsi della sua lettiera oppure farlo solo utilizzando dei guanti;
  • utilizzare dei guanti anche quando si fa giardinaggio, se si è appassionate;
  • evitare di consumare insaccati (salame, bresaola, mortadella, prosciutto crudo, ecc.) e carne e verdura cruda;
  • lavare con accuratezza ortaggi e verdure prima di consumarle;
  • consumare soltanto carne e uova ben cotte e latte pastorizzato;
  • tenere sempre sotto controllo (ogni 2-3 mesi circa) le immunoglobuline nel sangue.

È bene comunque rispettare sempre gli animali e, prima di prenderne in casa uno che sia un gatto, un cane o un coniglio, sarebbe opportuno riflettere sulla reale possibilità di curarlo e di dargli le dovute attenzioni. Abbandonare un animale non è mai una costrizione ma sempre una scelta, sbagliata e, fortunatamente anche legalmente perseguibile.

Per approfondire guarda il video dell'intervista al Dott. Agostino Menditto, Ginecologo, Dirigente medico presso l'UOC di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Evangelico Villa Betania di Napoli.

23/03/2017
23/01/2013
TAG: Malattie infettive | Infezioni | Gravidanza | Salute femminile
Redazione Paginemediche
Scritto da:
Redazione Paginemediche