Buonasera. Io sono un paziente psichiatrico di 43 anni, affetto da psicosi schizofrenica paranoide, con i primi esordi nel 1987, quando studiavo al III anno di liceo scientifico; soffrivo all'epoca di attacchi di panico e di angoscia notturna con forte ipocondria(paura di avere malattie gravi come infarto cardiaco, tumori cerebrali e gravi... Leggi di più infezioni). Feci molte analisi mediche e del sangue e delle urine senza un valido motivo e senza particolari riscontri. Poi nel dicembre del 1994 ebbi la prima rottura psicotica: "sentivo delle voci", che dicevano che io ero un "tossico", un "omosessuale", un "porco", e cosa ancor più grave che ero un "sieropositivo", quando in verità non ero e non sono niente di tutto questo, anzi, tutto il contrario. Tutto ciò mi ha portato ad evitare le relazioni interpersonali con gli amici e le altre persone ed a limitare gradualmente fino all'assoluto ritiro sociale. Ho intrapreso tutti i tipi di psicoterapia: psicanalisi, psicoterapia cognitiva individuale e di gruppo, psicoterapia relazionale individuale e di gruppo, psicoterapia di gruppo ed infine psicoterapia familiare con mio padre, mia madre e mia sorella, ma con mediocri risultati. Dal 1990 sono seguito da un valente psichiatra della A.S.L. Roma D di Lido di Ostia e seguo una terapia farmacologica: risperidone 8mg/die compresse rivestite con film(4mg mattino e 4mg la sera alle 21,30), amisulpride 200mg/die compresse(100mg pomeriggio e 100mg la sera prima di coricarmi), diazepam 60gtt(20-20-20, mattino pomeriggio e sera prima di coricarmi), ed inoltre la sera prima di coricarmi prendo flurazepam 15mg una capsula ed infine lorazepam 2,5mg una compressa. La terapia tiene bene a bada i sintomi negativi e quelli positivi, ma resta il fatto che io esco di casa solo di rado la mattina assieme a mio padre od a mia madre per fare la spesa, per gettare la spazzatura e per andare in edicola a comprare il giornale. Solo di rado esco da solo a fare la spesa , a buttare la spazzatura, e comprare in edicola il giornale in una brevissima passeggiata. Faccio "fitness" tutti i giorni in casa tranne la domenica per mantenermi in forma ed ho l'hobby del computer e di Internet con interessi che spaziano dalle scienze, le arti, la letteratura etc. etc., ma di rado porto a termine un compito che mi prefiggo. Collaboro con la rivista "Detto Matto" che è pubblicata dalla rivista del Litorale Romano "Duilio", con il mio psichiatra e gli altri pazienti della mia A.S.L., scrivendo editoriali di storia e filosofia, e talvolta storie autobiografiche. Nonostante ciò vivo il 95% della mia vita in casa, sopportato dai miei non più giovani e malati padre e madre che mi seguono da quando sono nato nel 1970 e da mia sorella che è laureata in psicologia clinica e di comunità a "La Sapienza" di Roma. I miei genitori non ce la fanno quasi più a sopportarmi anche se io mi sforzo di comportarmi conformemente alle regole di casa, ma dipendo comunque in tutto e per tutto dai miei genitori(vestirsi, cucinare, uscire di casa la mattina, sbrigare le mie pratiche burocratiche). A questo punto mi domando cosa posso fare per cambiare questa annosa e penosa situazione che mi porto avanti da oltre 26 anni, anche se ultimamente sono migliorato nei rapporti interpersonali, sforzandomi di uscire anche da solo la mattina ma non il pomeriggio ed adesso che le mie "voci si sono diradate e non ci faccio quasi più caso???In attesa di un Vostro cortese cenno di riscontro vi invio i miei più sinceri e cordiali saluti.