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05-12-2017

depressione o fissazioni croniche?

Gentile dottore, mio fratello da un circa 5 anni è in cura per la depressione,

mi spiego meglio e nei minimi dettagli da circa 5 anni mio fratello che ora ha 25 anni e in cura per la depressione, tutto e cominciato con attachi di panico e poi spariva tutto, era in cura con cipralex goccie e xanax goccie, poi la depressione e passata e sono arrivate delle fissazioni e il medico ha continuato con sempre la stessa cura con cipralex, poi in base come andava lui come si sentiva gli dava anche il serenase goccie, poi si e aggiunto anche il lamictal pillole, la mattina cera il cipralex e la sera cera il serenase e lamictal, negli ultimi periodi pero le fissazioni sono aumentate e la cura era cipralex goccie, xanax goccie,serenase goccie e lamictal e olanzapina teva doc,....

adesso gli ha tolto tutto e gli lasciato le olanzapina compresse e lo xanax a bisogno e ha aggiunto anafranil compresse,io siccome nn vedo miglioramenti e il medico ha detto che ci vuole tempo, 5-6 anni, anzi ha pure detto forse scherzava che la cosa e cronica, e davvero cosi....cioe e possibile che un ragazzo deve stare cosi per sempre facendo che quando si lava le mani lo fa per qualche minuto e non vuole lavatrice accesa, gas acceso, frigo aperto, è possibile avere queste fissazioni e anche altre nn elencate per sempre....

voglio solo un parere vostro

Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta

Salve, con tutti i limiti di chi oltre a non potere visitare l'interessato deve leggere il caso tramite un parente, posso ipoteticamente pensare che si tratta di disturbo ossessivo compulsivo (doc).

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato generalmente dalla presenza di ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini mentali che vengono percepite come sgradevoli o intrusive dalla persona, che si sente così costretta a mettere in atto delle compulsioni, ovvero comportamenti ripetitivi o azioni mentali che permettono di alleviare momentaneamente il disagio provocato dalle ossessioni.

Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini mentali che vengono percepite come sgradevoli o intrusive dalla persona.

Il contenuto delle ossessioni può variare da persona a persona, alcuni temi ricorrenti riguardano impulsi aggressivi verso altre persone, il timore di essere contaminati o altri pensieri di natura sessuale o soprannaturale. L’elemento in comune delle ossessioni è che sono impulsi non voluti dalle persone, che producono emozioni di paura, disgusto o senso di colpa.

Questo disagio emotivo può essere tanto intenso che le persone si sentono costrette a mettere in atto una serie di comportamenti (rituali) o di azioni mentali per neutralizzare le ossessioni o eliminarle dalla mente.

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (es: lavarsi le mani, ripetere più volte una stessa azione) o azioni mentali (es. contare, ripetere formule superstiziose) che permettono alla persona di alleviare momentaneamente il disagio provocato dalle ossessioni.

Attraverso le compulsioni la persona riesce a ridurre la sgradevole sensazione che qualcosa non va o che potrebbe accadere qualcosa di brutto. Oltre la terapia farmacologica, una delle terapie più comunemente utilizzate per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo, di cui è stata dimostrata l’efficacia nei disturbi d’ansia, è la terapia cognitivo-comportamentale.

La Terapia Cognitivo Comportamentale si serve di:

  • Interventi psicoeducativi: al paziente vengono fornite nuove modalità di lettura di pensieri e stati d’animo.
  • Tecniche di esposizione: si stabiliscono con il paziente graduali step per affrontare l’evento o la situazione temuti, in modo da confrontarsi con le paure temute in diversi contesti, solitamente da quello meno fastidioso al più spaventoso.
  • Eliminazione dei comportamenti di controllo: a volte talmente abituali da risultare automatici, i comportamenti di controllo sono tutte le azioni messe in atto per prevenire l’evento temuto (evitare di andare in certi luoghi, di trovarsi in determinate situazioni, …). Spesso sono proprio i costi che le strategie di controllo implicano a convincere la persona del bisogno di aiuto.
  • Ristrutturazione cognitiva: si identificano e discutono i pensieri che mantengono la sintomatologia ansiosa, ad esempio le convinzioni di pericolo o la tendenza a catastrofizzare un evento spiacevole.

Nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo le tecniche di esposizione e controllo della risposta e terapia cognitiva hanno mostrato entrambe risultati stabili nel tempo e paragonabili all’intervento farmacologico con antidepressivi, con una media di 15 sedute (Otto et al., 2004, Abramowitz, 1997; van Balkom et al., 1994; Ougrin 2011). Franklin e Foa (2002) affermano che le tecniche di esposizione e controllo della risposta, perché efficaci, devono essere applicate rigorosamente, con esposizioni di almeno 90 minuti. Nel caso del Disturbo Ossessivo Compulsivo, solo il 21% dei pazienti mostra miglioramenti alla fine di una terapia cognitiva.

Questo dato può essere spiegato dal fatto che risulta ancora poco sviluppato un modello univoco che guidi la parte cognitiva dell’intervento, mentre gli interventi proposti agiscono per lo più a livello comportamentale.

Saluti

TAG: Farmacologia | Malattie psichiatriche | Psichiatria | Psicologia | Salute mentale | Terapie
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