10/10/2017

La tutela del benessere psicologico: la Giornata Mondiale dedicata alla salute della mente

la tutela del benessere psicologico la giornata mondiale dedicata alla salute della mente
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

Il 25% delle giornate di lavoro perse è legato alla depressione e circa la metà delle persone affette da tale patologia mostra un calo di rendimento. Sono gli ultimi dati resi noti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che fanno da apripista alla Giornata Mondiale della Salute Mentale (World Mental Health Day), in agenda oggi, 10 ottobre.
Il tema dell’edizione 2017 di questo appuntamento, infatti, riguarda la relazione, sempre più stretta, tra lavoro e depressione. Perché se è vero che chi soffre di depressione, stando male, tende ad assentarsi per giorni o settimane dal posto di lavoro, è altrettanto vero che chi è disoccupato (oppure precario) rischia di ammalarsi. E ancora, diverse ricerche sul tema hanno sottolineato quanto alcune situazioni negative sul posto di lavoro determinino un impatto importante sulla salute mentale della persona.

Quali sono gli effetti più evidenti di un disturbo mentale in ambito lavorativo? Si va dall’assenteismo agli infortuni, dal calo dell’attenzione al presentismo (spesso sottovalutato) ovvero la condizione di essere fisicamente al lavoro ma, non per questo, capaci di essere produttivi.

Giornata Mondiale della Salute Mentale: il lavoro è collegato al benessere psicologico

Il focus dell’odierna Giornata Mondiale della Salute Mentale non ammette scusanti, anche alla luce dei dati sopracitati, “che spaventano – ammette il presidente della Società Italiana di Psichiatria, Bernardo Carpiniello – poiché il lavoro, che per anni è stato una fonte di reddito, di prospettive familiari e di realizzazione di sogni, oggi diviene velocità, reattività, interazione immediata, costante sottoposizione a valutazioni personali, causa di problemi e di patologie mentali. Con elevati costi sociali umani”.

Dunque il lavoro è collegato al benessere psicologico dell’individuo, anche perché influisce sull’autostima di ogni persona (le sensazioni negative più diffuse sono inadeguatezza, insicurezza, fragilità, solitudine). Con quali conseguenze? Perdere il lavoro o non essere soddisfatti del lavoro che si fa o di quello che accade in ufficio può determinare problemi importanti E reazioni differenti. Già, perché c’è chi non parla più e si chiude, chi decide di non uscire più di casa e interrompere ogni frequentazione. Finendo, con grande probabilità, per ammalarsi.

Leggi anche:
Riconoscere la depressione è il primo passo per intraprendere un percorso di cura efficace - intervista alla Dr.ssa Simona Carniato, Specialista in Psicoterapia.

L'appello in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale

In merito al “binomio” salute mentale-posto di lavoro, gli psichiatri lanciano un appello alle aziende per un’inversione di rotta e in questo senso la Giornata Mondiale della Salute Mentale può fungere da cassa di risonanza: c’è ancora troppa poca attenzione nei confronti della salute psichica dei dipendenti e spesso si dà poco seguito alle azioni di tutela contro i fattori di stress in ambito lavorativo.

Stress da lavoro, la situazione in Italia

Ansia, dolori muscolari, malessere diffuso, riposo disturbato. Sono tutti sintomi riconducibili a un adattamento non funzionale allo stress. In Italia, su 28 milioni di lavoratori, 6 milioni (dunque uno su cinque) soffrono di disturbi legati allo stress da lavoro. Le più colpite sono le donne, oltre 3 milioni e 200mila, di cui un milione circa presenta in maniera clinicamente importante disturbi d’ansia, depressione e insonnia.

Le restanti due milioni e 200mila donne manifestano problematiche – seppur a livello transitorio – di ansia, irritabilità, deficit di concentrazione, facilità al pianto, disturbi del sonno. I motivi principali vanno ricondotti non solo alle rilevanti pressioni lavorative, ma anche alle barriere culturali, alle remunerazioni e al clima complicato che spesso si respira nelle aziende.

Per approfondire guarda anche: “Insonnia”

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