Gentile dottore, avrei bisogno di un parere medico in merito ad una questione: ad una persona a me molto cara è stata diagnosticata prima una distimia e successivamente una depressione clinica (i sintomi sono quelli: ansia, depressione, demotivazione, irrequietezza, pensieri suicidi, grande senso di irrealtà). Questa persona mi ha detto di aver sofferto di sintomi di ansia anche in passato, ma erano banalità che lui da solo riusciva a sconfiggere nel giro di pochi minuti e non ricomparivano.In seguito ad un episodio di grande stress (una bocciatura inaspettata) ed essendo una persona con carattere molto irascibile e nervoso di suo, è successo che una volta a scuola è svenuto e questo l'ha portato a fare delle analisi in cui risultava una carenza di serotonina e invece una grande quantità di ormoni come cortisolo, adrenalina, ecc. Lui ha 19 anni, ancor prima che li compisse, a febbraio, gli è stato prescritto Xanax e Citalopram (bassi dosaggi) e successivamente Xanax ed Escitalopram (10mg). La situazione è migliorata leggermente ma poi lui ha deciso di smettere con queste medicine (tranne lo xanax) per delle questioni sue personali legate al fatto che andavano ad intaccare il lato sessuale. Ha passato tre mesi estivi in cui stava relativamente bene ma con l'inizio della scuola (ora è in quinta liceo) la situazione è invece drasticamente peggiorata.Questa primavera è andato dal neurologo e dallo psicologo, mentre ora lo segue uno psichiatra che gli ha prima prescritto Sulamid, Abilify e Xanax e due settimane dopo ha sostituito il Sulamid con di nuovo il Cipralex (ora a 30 mg). Lui dice che però nulla sta cambiando. Curiosando qua e là su Internet ho letto dell'ipersensibilità dell'amigdala e delle conseguenze e soprattutto di altre malattie che, dovute ai sintomi, vengono confuse con la depressione e curate come tali, lasciando però il paziente allo stato di prima. Potrebbe essere così? (Quando tra l'altro lui svenne non aveva fatto nessuna tac o risonanza alla testa). Grazie mille per la disponibilità.