14-06-2006

Desidererei sapere qual è la funzione di

Desidererei sapere qual è la funzione di prevenzione di recidive di fibrillazione atriale dei farmaci antiaritmici in quanto ho avuto risposte che mi hanno confuso le idee e che mi creano problemi nell’assumerli; fino ad ora li ho presi ma ora, senza una giustificazione più precisa sulla loro utilità, sinceramente non me la sento più. Alla mia domanda “se assumendo il farmaco una recidiva FA veniva ritardata rispetto alla non assunzione” la risposta è stata che è indispensabile prendere gli antiaritmici e che non si può sapere quando una nuova FA può manifestarsi; allora mi chiedo che senso ha prenderli dato che gli effetti collaterali non sono pochi e addirittura possono causare loro stessi aritmie? La mia storia clinica è la seguente: malattia reumatica nell’infanzia. Commissurotomia mitralica nel 1981. Nessun problema e nessun farmaco fino al novembre 2000 quando in seguito ad un isolato episodio di ipertiroidismo (i valori ormonali rientrati in brevissimo tempo) è comparsa fibrillazione atriale cardiovertita elettricamente. Prescritta terapia anticoagulante con Counadin (sostituito dopo 4 mesi con Ascriptin) e Sotalex ½ x 3. Nel gennaio 2005 nuova FA, tentata cardioversione farmacologia con Propafenone senza successo quindi CE. Ripreso Coumadin e aumentato dosaggio Sotalex 1 x 3 che però non ho tollerato, sostituito con Atenololo 100 ½ cps al dì che non ha dato problemi nell’assunzione. Il 19/4/06 perdita di RS, fallito il tentativo di ripristino con Amiodarone, eseguita il 6/6/06, dopo terapia con Coumadin, la CE. Prescritta terapia con Coumadin e Almarytm ½ x 2 in quanto non tollerato Rytmonorm. PA media 120/75 nella giornata con battiti da 65 a 85 senza terapia. Dall’ultimo ecocardio, fatto durante la FA risultano i seguenti valori: atrio sx 43 x 58 mm, atrio dx lieve dilatazione, restanti cavità cardiache nei limiti, ventricolo sx con regolari spessori parietali e regolare funzione sistolica, valvola aortica tricuspide con lieve moderato rigurgito (PHT 492 msec.), valvola mitralica fibrocalcifica con stenosi moderata (gradiente medio 5,6 mmhg area al PHT 1.6 cm2 area anatomica 1.5 cm2), minimo rigurgito tricuspidalico con PAP in limiti, assente versamento pericardio, frazione eiezione 59%, frazione accorciamento 43,902439%, stroke volume 23. Il gradiente medio, l’area funzionale e anatomica della valvola mitralica nell’ecocardio di controllo del 5/4/06, prima della FA, erano 4,8 mmhg, 1,7 cm2 con PHT 126 ms e 1,6 cm2, FE 65% atrio dx 51 mm SI. Ringrazio e porgo cordiali saluti.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Nel suo caso una prevenzione della fibrillazione atriale non ha molte possibilità di successo, tenuto conto della presenza di una valvulopatia mitralica, allo stato resa lieve dalla pregressa commissurotomia, ma è altrettanto necessario assumere i farmaci prescritti, che hanno la funzione di controllare la frequenza cardiaca e di ritardare il più possibile la comparsa di una fibrillazione atriale permanente.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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