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19-04-2018

Disbiosi intestinale, quale diagnosi?

Buonasera, ho 36 anni.

A novembre 2016, improvvisamente da un giorno all'altro, dopo aver pranzato (con tortellini burro e salvia e una banana) corro in bagno in preda a crampi e dissenteria. Questo spiacevole episodio si ripete nei giorni successivi , accompagnato da dolori addominali che mi fanno piegare sulla sedia e che svariate volte mi impediscono di lavorare. Penso ad un'influenza gastrointestinale ma il tutto si ripete per circa 1 mese. Faccio esami del sangue (nella norma), coprocoltura (tutto negativo), esami parassitologici (negativi) e chimico-microscopico (aspetto poltaceo, muco assente, reazione neutra,...) e calprotectina(<50). Tutto ok quindi ma miei problemi continuano e sono passati 2/3 mesi. A gennaio 2017 un gastroenterologo mi prescrive breath test al lattosio, il risultato è positivo e mi viene prescritta una dieta senza latticini per almeno 2 anni. Dopo 3/4 mesi i sintomi non sono migliorati anzi sento continuamente una sensazione di "bruciore intestinale", soprattutto la mattina, e che inizia subito dopo la defecazione, per attenuarsi un po' verso il tardo pomeriggio/sera. Un altro gastroenterologo mi prescrive una cura con Normix, 1 settimana al mese per 3 mesi.

Gli episodi di diarrea sembrano migliorare e quasi scomparsi ma continuo a non stare bene, con crampi addominali. Mi consiglia di fare ecografia dell'addome e delle anse intestinali per una sospetta IBS, da cui non traspare nulla di significativo. Nel frattempo mi sembra che anche consumando glutine i sintomi si acutizzino, faccio l'esame del sangue per la celiachia, che risulta però negativo (non deficit IgA). A questo punto mi prescrivono un breath test per lo studio del transito oro-ciecale, che così risulta: positivo, due picchi con primo incremento di almeno 12 ppm, seguito da un secondo incremento più grande dopo un'ora. Conclusioni: basale 3ppm H2. Picco (81 ppm H2) a 2h e 30 m. passaggio in colon destro (54 ppm H2) ai 3h e 30 m. Dopo 6 mesi da quando sono stata male ho perso 9 kg e a settembre ne avrò persi totalmente 12, dopo aver eliminato lattosio e quasi tutto il glutine, oltre che molti dolci e alcool e bevande. A luglio 2017 un'altra gastroenterologa mi prescrive Metronidazolo 1 cp x 3 al giorno per 10 giorni, seguito da probiotici e integratore Relaxcol Plus per 1 mese prima dei pasti. Anche questa terapia sembra non avere effetti, ma l'integratore mi aiuta. A fine 2017 mi sento meglio e ricomincio a reintegrare vari alimenti.

A marzo 2018 ho una ricaduta, ricomincio con i bruciori intestinali e gli episodi diarroici. Leggendo scopro l'esistenza di candidosi intestinale, e decido di fare una cura di 1 mese con gocce di pompelmo GSE e probiotici Naturaflora Plus. I bruciori sembrano diminuire ma gli episodi dissenterici no. Si aggiunge bruciore allo stomaco. Vorrei sapere quale problema ho e perché non ho ancora avuto una diagnosi. V

oi cosa consigliereste di fare? Esiste un esame per accertare la presenza di candidosi intestinale? Grazie!

Risposta di:
Dr.ssa Maddalena Zippi
Specialista in Gastroenterologia e endoscopia digestiva
Risposta

La candida è normalmente presente nella nostra flora intestinale. Una candidosi si può manifestare prevalentemente in determinate condizioni come negli immunodepressi. Leggendo solamente, non mi focalizzerei su questa eventualità. La gastroscopia e la colonscopia le ha mai eseguite? Beve alcolici? Molti esami strumentali e del sangue li ha già eseguiti. Prima di prescrivere altre terapie, eseguirei gli esami endoscopici e doserei l'elastasi fecale-1 nelle feci. cordiali saluti.

TAG: Adulti | Apparato Digerente | Biochimica clinica | Disturbi gastrointestinali | Esami | Gastroenterologia | Infezioni | Intestino | Patologia clinica
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