Buongiorno, vi racconto la mia storia: ho 37 anni, circa un anno e mezzo fa facendo l'esame delle urine il mio medico si accorge che perdo proteine in quantità elevata, effettuo un'ecografia renale e risulta nel rene dx un calcolo di 1,5 cm ed idronefrosi di II-III grado, effettuo un eswl che si limita a dividere il calcolo a metà, viene così effettuata una prima ureteroscopia con inserimento di doppio j, dopo un mese e mezzo ripetono l'ureteroscopia e inseriscono di nuovo il doppio j ma una settimana dopo averlo rimosso ho una pielonefrite acuta per cui ripuliscono il rene ed inseriscono un nuovo doppio j che viene rimosso dopo 2 mesi a 15 gg dalla rimozione mi dicono che c'è del ristagno d'urina ma è nella norma e di tornare dopo 3 mesi, a questo punto mi sottopongo a una scintigrafia renale dove risulta che il rene funziona al 13%, effettuo una tac con contrasto da cui risulta la scarsa funzionalità del rene ed una cicatrice all'uretere, quindi mi mettono una nefrostomia per vedere se il rene funziona e se il prob è solo dell'uretere, effettuo una scintigrafia con la stomia risultato 15%, effettuano una nuova ureteroscopia gonfiando l'uretere a 10 atmosfere ed inserendo un doppio j di grosse dimensioni che viene rimosso due mesi dopo e dopo 15 gg il rene è pieno di urina e l'uretere è chiuso. L'urologo che mi segue a questo punto si è limitato a chiedermi se ho avuto febbre e mi ha chiesto di rivederci dopo altri 20gg. La mia domanda è: il rene non funziona e l'uretere è gia chiuso, io non ho mai avuto coliche ho però un dolore costante ma sopportabile alla schiena e davanti sotto le costole, giunti a questo punto il rene va tolto oppure va lasciato lì controllando che il rene sx continui a funzionare correttamente? Attendo fiduciosa vostro riscontro e porgo cordiali saluti.