L’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – raccomanda ai soccorritori di seguire alcune specifiche precauzioni nel mettere in pratica i protocolli di rianimazione cardiorespiratoria, per ridurre al minimo i rischi di contaminazione da Sars-Cov-2.

L’importanza del primo soccorso

Sono circa 60.000 le persone in Italia che ogni anno muoiono per arresto cardiaco improvviso e un valido primo soccorso può davvero fare la differenza. Infatti, si stima che il 70% degli arresti cardiaci, avviene in presenza di altre persone che potrebbero iniziare subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Con la pandemia da nuovo coronavirus, la paura di intervenire è molto forte e rischia di incidere negativamente sulla sopravvivenza delle persone colpite.

Tuttavia, per evitare la contaminazione virale attraverso la produzione di droplets e aerosol, è fondamentale che i soccorritori seguano specifiche raccomandazioni.

Le linee guida di primo soccorso anti-contagio

Agli operatori sanitari, chiamati ad intervenire in caso di arresto cardiaco su pazienti potenzialmente colpiti da coronavirus, è raccomandato l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale che comprendono guanti, camici idrorepellenti a maniche lunghe, mascherine chirurgiche resistenti ai fluidi, maschere facciali filtranti di tipo 3, protezioni per occhi e viso (maschere chirurgiche resistenti ai fluidi con visiera integrata o visiera facciale completa o occhiali di sicurezza in policarbonato o equivalenti).

Per i soccorritori comuni (ovvero non medici o operatori sanitari) che assistono a un arresto cardiaco, le linee guida suggeriscono di:

  • verificare se la vittima respira osservando il movimento del torace e dell’addome, senza avvicinarsi troppo al volto della persona soccorsa;
  • chiamare il 118 o il 112 se la vittima non risponde e non respira;
  • iniziare il massaggio cardiaco con le sole compressioni toraciche (senza ventilazione bocca a bocca), avendo cura di coprire con una mascherina chirurgica o un panno la bocca e il naso della vittima per evitare la diffusione del virus. La respirazione bocca a bocca, invece, resta necessaria nella rianimazione pediatrica;
  • chiedere ed applicare appena possibile un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) ed seguire le istruzioni della centrale operativa;
  • al termine della rianimazione cardiopolmonare e il prima possibile, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o disinfettare le mani con un gel idroalcolico.

Primo soccorso balneare in sicurezza

Qualora si debba prestare soccorso ad una persona che sta annegando e/o in arresto cardiaco dovuto ad asfissia, ci si dovrà dotare durante il recupero di maschera e boccaglio, in modo tale da limitare al massimo la trasmissione di secrezioni respiratorie.

Una volta rimossa la vittima dalle condizioni di pericolo, adottare le manovre salvavita, come il massaggio cardiaco e l’utilizzo del defibrillatore, ma anche la ventilazione, ovvero l’ossigenazione del sangue che poi arriverà a cuore e cervello.

Per contenere la diffusione del nuovo coronavirus andrà utilizzato il sistema di ventilazione pallone-filtro-maschera (il pallone auto-espandibile per la ventilazione dotato anche di un filtro anti-virus) sulle vittime.

Se l’assistente bagnante non è equipaggiato con il pallone-filtro-maschera, le linee guida raccomandano di eseguire almeno la rianimazione cardiopolmonare con il solo massaggio cardiaco e di considerare la possibilità di eseguire le ventilazioni con altra tecnica (ad esempio, con maschera tascabile) dopo aver allertato precocemente il sistema di emergenza sanitaria, così come richiesto anche a tutti i soccorritori occasionali non dotati di specifico equipaggiamento.