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30-11-2012

dopo rapporti sessuali

buonasera in seguito ad un rapporto vaginale anale vaginale il 6 ottobre ho cominciato 2 giorni dopo ad avere mal di reni e bruciore dopo la minzione e senso di pesantezza alla vagina.test urinocoltura negativo e tampone uretrale emerge numerose colonie di strafilococco aureo.Siccome dopo rapporti sessuali non protetti con qualsiasi partner ho sempre problemi di questo tipo volevo sapere se la presenza di questo batterio e' dipesa da questo singolo episodio oppure ce lo avevo gia' da prima(magari rimane latente e si risveglia con i rapporti).MI hanno prescritto nofuradantin 3 volte al giorno x 5 giorni,riusciro' a guarire?sono 2 giorni che lo prendo ma nullaci sono degli accorgimenti da prendere dopo un rapporto sessuale per prevenire la cistite?tipo gel da mettere in vagina oppure bere ausilium o mirtillo rosso?ho il ciclo mestruale da 9 giorni lo strafilococco aureo puo' causare problemi e disfunzioni mestruali?
Risposta

Gentile Signora,
lo stafilococco aureo è un batterio comunemente presente sulla pelle e le mucose esterne, non fa parte della normale flora intestinale e molto raramente è coinvolto nelle infezioni delle vie urinarie, se non in casi molto gravi con caratteristiche ben diverse dalla sua situazione. Il consistente dubbio è pertanto che il riscontro al tampone uretrale sia occasionale e non specifico, ovvero lo stafilococco non sia la causa all'origine dei suoi disturbi. L'insorgenza di disturbi urinari dopo il rapporto è abbastanza comune, nella maggioranza dei casi vi è una generica predisposizione all'insorgenza di cistite (spesso collegata a cause intestinali) che viene scatenata dal trauma, ancorchè modesto. E' possibile individuare dei fattori di rischio ed agire sui medesimi (vedi regolarizzazione della funzione intestinale, assunzione di integratori tipo ribes rosso, fermenti lattici, eccetera), ma tutto questo non può essere empirico, merita pertanto una accurata valutazione urologica specialistica. Per quanto riguarda la sua situazione attuale, è verosimile che tra il tempo che passa, l'acqua che immagino stia bevendo in gran quantità ed (in ultimo) l'antibiotico siano destinati a risolvere il problema contingente. Ovviamente un minimo più di cautela nei rapporti, in particolare l'uso ragionato della protezione, non possono che diminuire il rischio di recidiva.
Le cistiti femminili che per le loro modalità di insorgenza noi urologi talora definiamo "da luna di miele" sono perlopiù causate da uno stato latente di sub-infezione delle urine vescicali. Lo stress cui vengono sottoposti i tessuti durante i rapporti (specie se prolungati e ripetuti) può causare un modesto trauma, comunque in grado di scatenare una forma acuta di infezione e relativa infiammazione. In questi casi i germi sono perlopiù i comuni "gram negativi", abbondantissimi nella flora intestinale normale, il cui passaggio nelle urine è assai facilitato da una funzione intestinale anormale, più spesso la stitichezza. La terapia di queste situazioni non è affatto semplice, è necessario agire su due fronti contemporaneamente, quello vescicale e quello intestinale, essendo il secondo spesso più importante del primo. Ovviamente non vi sono "cure" eccellenti, perlopiù ci si muove per tentativi ed ogni specialsita si regola un po' a modo suo. Dal punto di vista vescicale la scelta di integratori è vastissima, dal ribes rosso (cranberry) in varie associazioni al mannosio (Ausilium) che lei cita. La funzione intestinale si aiuta con un'alimentazione corretta e l'aiuto di probiotici e fermenti lattici vari, anche questi disponibili in innumerevoli quantità. Su tutto questo l'acqua ovviamente ha un'importanza essenziale. Infine, i rapporti protetti nulla modificano dal punto di vista dello stress dei tessuti, ma certamente - se gestiti con un minimo di giudizio - evitano l'ulteriore rischio di contaminazione diretta.
Nell'intestino vivono normalmente miliardi di batteri, principalmente Escherichia Coli. Ovviamente il corpo umano vive in simbiosi con questi, anzi la loro presenza garantisce numerosi vantaggi proprio su una normale funzione dell'intestino stesso. Tutte le terapie antibiotiche tendono piú o meno a squilibare questa flora batterica, con comparsa degli effetti collaterali che tutti conosciamo. Il passaggio di batteri intestinali nele vie urinarie é molto comune nel sesso femminile per ovvi motivi anatomici. La mucosa delle basse vie urinarie possiede normalmente una efficace difesa contro l'adesione dei batteri, ma per svariati motivi questa difesa puó venire meno. La predisposizione costituzionale vale moltissimo, poi ci possono essere i traumi, le urine troppo concentrate, e molti altri ancora.
E' assai più probabile che lo stafilococco derivi dalle mucose o dalla pelle dell'area genitale esterna, dove non deve stupire che risieda abitualmente senza creare problemi, così come il Coli sta nell'intestìno. Nella femmina la estrema brevità dell'uretra rende assai probabile che questi batteri risalgano per un breve tratto. Tutto questo è assolutamente normale. Lo sviluppo di un'infezione acuta dipende quindi solo dai fattori scatenanti di cui abbiamo già parlato.

Saluti, nuovamente
 

TAG: Reni e vie urinarie | Urologia
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