03-04-2006

Efficacia e tolleranza

Epatotrapiantato ottobre 1999 per cirrosi hcv correlata trattato con Terapia combinata cya e cellcept fino a giugno 2005. Trattato inoltre dal luglio 2003 a ottobre 2003 con terapia antivirale IFN-ribavirina con risposta sostenuta sia biochimica che virologica. Marzo 2005 Ematuria. Aprile 2005 - rimozione di Carcinoma vescicale (K2) non infiltrato. Successive cistoscopie maggio e luglio 2005 evidenziano solo flogosi e materiale cicatriziale. A seguito di ciò il centro trapianti aveva modificata l'immunosoppressione con solo "SIROLIMUS" (2 mg al giorno - poi 3 mg ogni 2 gg - poi 1 mg al giorno). Sirolimus, quindi, iniziato a fine giugno 2005, é stato interrotto il 27 dicembre 05 per l'instaurarsi da ottobre 2005 di una LEUCONEUTROPENIA GRAVE E RIPETUTA (Leuco 1800-Neutro 450!) con ritorno al Cellcept. Poiché so che il Sirolimus é il meno tossico fra gli immunosoppressori e avrebbe anche proprietà antitumorali, chiedo se le attuali conoscenze ne consentirebbero l'uso a dosi anche inferiori a 1 mg per die, sia da solo che in combinazione con cellcept o altro. La domanda é posta per sapere se ci sono possibilità di sfruttare la minore tossicità del Sirolimus e limitarne gli effetti collaterali (leucopenia-piastrinopenia-iperlipidemia).
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
La sua domanda richiede una conoscenza approfondita del suo caso che non è possibile in questo ambito. Tuttavia riteniamo che il passaggio al Cellcept sia una tappa obbligatoria e non sia possibile riutilizzare il precedente immunosoppressivo, che peraltro presenta attività antitumorale non del tutto definita.
TAG: Chirurgia | Chirurgia generale | Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna | Trapianti
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