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05-10-2006

Egregio prefessore, gentile dottoressa, a mia

Egregio Prefessore, Gentile Dottoressa, a mia sorella, Francesca è stata diagnosticata un'epatite B, l'anno scorso in occasione di un intervento atto all'asportazione di due fibromi uterini. Subito ella ha fatto un'ecografia al fegato per appurare che non c'erano stati dei danni. Effettivamente il fegato era risulatato sano ed era stato riscontrato la presenza dell'antigene Australia. Dall'ultima visita effettuata in questo mese di settembre il dottore di famiglia si è allarmato perché dagli esami del sangue è emerso la presenza dell'antigene Meia. Che cosa significa tutto ciò e quale comportamento mia sorella deve adottare per migliorare le sue condizioni di salute? Come si manifesta la malattia, quali esami ella dovrebbe effettuare? Tenga presente che nel corso del mese di ottobre deve essere operata una seconda volta per l'asportazioni di un altro fibroma. Nell'attesa di un Suo gentile riscontro, voglia gradire gentile Dottoressa, egregio Professore, i miei più sinceri ringraziamenti. Wilma.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
L’esame più importante è quello dell’HBV-Dna. Solo così potrà stabilirsi con certezza la eventuale presenza del virus nel sangue e la sua carica virale. Inoltre è necessario monitorare mensilmente le aminotransferasi per un periodo di almeno 6 mesi per avere conferma della cronicità della condizione. La malattia epatica cronica spesso è asintomatica; a volte si può presentare con astenia, subittero,
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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