14-04-2003

Emorragia

Mia figlia di 18 anni nel mese di agosto ha avuto una Emorragia cerebrale nella zona del cervelletto. I sintomi erano difficoltà nella scrittura (mano destra) e capogiri (a distanza di qualche gg. dai sintomi iniziali). I capogiri sono durati solo un giorno. Il neurologo ci consigliò subito una RMN al cranio dove si è visto l'ematoma (non proprio di piccola entità, a detta dei medici, infatti lo si vede chiaramente sulle lastre) provocato dalla emorragia. (Tutti i sintomi sono comunque scomparsi completamente dopo 10-15 gg. dall'evento.) L'esito rilasciato dall'ospedale dice così: "Una RNM del 28/8 mostrava una raccolta emorragica intraassiale in fase
iniziale organizzazione in sede cerebellare destra in vicinanza del peduncolo cerebellare medio, associata a modesto edema perilesionale ed effetto massa sul recesso laterale del 4°
ventricolo." Poi dice che l'eventuale Angioma ha ha presentato ripetuti sanguinamenti ecc...
In seguito il Neurochirurgo ci ha
diagnosticato appunto un angioma cavernoso con un sanguinamento che si era ripetuto a distanza di gg. che confermano i sintomi sopra. Dopo un mese circa alla ragazza è stata eseguita una angiografia che ha dato esito negativo e quindi conferma solo il cavernoma (tutto questo sempre detto dai medici). Ora il prof. neurochirurgo visto che la ragazza è giovane ci consiglierebbe
un intervento chirurgico in quanto il sanguinamento potrebbe ripetersi in quanto esiste una certa percentuale annua del caso, con conseguenze più o meno gravi per la persona. Il prof. dice che ci sono dei rischi in un intervento chirurgico ma comunque minori rispetto a quello di non togliere il cavernoma.
Noi saremmo a questo punto intenzionati a procedere in questo senso visto che esiste il potenziale pericolo. Io ho fiducia del prof. e di quanto ci ha detto. Ora anche se sembra tutto chiaro noi della famiglia siamo molto in ansia per la delicatezza del caso, ed e per questo che le chiedo (molto gentilmente) anche un suo parere in merito, senza volere sminuire assolutamente la fiducia dei medici che ci
seguono tutt'ora. La ringrazio e saluto.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
In casi come questo la strada migliore è sempre quella di affidarsi a centri specializzati. La decisione finale dipende dall'esperiernza del chirurgo e dal volume e localizzazione della lesione cavernomatosa.
TAG: Malattie psichiatriche | Psichiatria | Salute mentale
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