11-08-2016

Fistola perianale sottomucosa sottocutanea

Salve, ho 40 anni, e dal settembre 2015 mi sono accorto di avere, un paio di centimetri al di fuori dell'ano, quella che mi è sembrata una piccola ferita (circa mezzo cm). Me ne sono accorto perché avvertivo un lieve bruciore quando mi lavavo. Circa due mesi dopo, vedendo che non guariva, e dopo una inutile cura fai-da-te con 6 settimane di Antrolin, mi sono recato da un proctologo, primario in un grande ospedale romano. Questi, nonostante gli avessi detto che fin dall'età di 4/5 anni non sopporto nemmeno l'idea di mettere una supposta, e nonostante gli avessi detto che non provavo alcun fastidio, dolore o bruciore durante la defecazione, procedeva imperterrito ad un'esplorazione che ho vissuto come un vero e proprio stupro, alla ricerca di chissà quale ragade. Il "dottore", evidentemente seccato perché "non mi sono fatto visitare", liquidava come "un nonnulla: sta guarendo da sola" la ferita per cui mi ero fatto vedere da lui (non dimenticando di incassare un compenso adeguato al suo rango!).

Successivamente, il mio medico di base la classificava come una ferita e me la faceva curare con una pomata cicatrizzante, che otteneva il solo scopo di procurarmi un eritema in tutta la zona. Mi toccava dunque ricorrere ad un dermatologo, che mi prescriveva sapone emolliente, un disinfettante (eosina) ed un olio cicatrizzante contro le ragadi. Considerato che avevo già interpellato due specialisti senza avere alcuna diagnosi, e soprattutto visto che la "ferita" non doleva, prudeva un poco per pochi minuti a settimana, non interferiva con la defecazione, mi rassegnavo a conviverci pacificamente: era come se avesse dei cicli settimanali durante i quali si chiudeva e si appiattiva, poi si sollevava un poco (come se avessi un grano di pepe sotto pelle) e quindi si apriva. Mi accorgevo del fatto perché trovavo una sola goccia di sangue, di un rosso vivo, sull'asciugamano del bidet. Purtroppo però vengo da una famiglia di ipocondriaci, e dunque alla fine, preoccupato di non sapere, un paio di settimane fa sono andato da un secondo proctologo. Quest'altro dottore ha infilato una sorta di stecchino di plastica sterile nella ferita, e mi ha detto essere una fistola perianale sottocutanea sottomucosa, che sbocca poco oltre l'ano, e non nel retto, consigliandomi di operarmi presto, anche se - mi ha detto - raramente si hanno evoluzioni negative in tempi brevi.

Scusandomi per la lungaggine, vado alle domande: in primis la necessità e l'urgenza dell'intervento. Da quando me l'ha sollecitata è diventata un po' più fastidiosa (non si è più richiusa e brucia di più quando mi lavo). Si potrebbe tentare di guarirla con una terapia farmacologica? Secondariamente la tecnica dell'intervento. Ho letto di tecniche mininvasive (VAAFT, Lift, Colla di Fibrina, Plug), mentre questo secondo proctologo opterebbe per una "messa in piano" (mi pare si dica così) in sedazione profonda (avendo compreso la mia avversione per le manovre che coinvolgono quella parte del mio corpo). Vorrei ringraziare chiunque potesse darmi lumi ed anche i riferimenti di bravi proctologi e/o strutture specializzate di Roma, sono abbastanza preoccupato del decorso post operatorio e di possibili recidive.
Risposta
Buongiorno,
sicuramente avrà ragione il secondo proctologo, potrebbe trattarsi di una fistoletta, il migliore intervento è quello proposto, la messa a piatto, per quanto riguarda le recidive, dipende tutto dal chirurgo, e, mi raccomando, che sia un PROCTOLOGO, e non un chirurgo generale.
Cordiali saluti
Prof. Francesco Arcanà
 
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