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18-12-2012

Gentile dottore, il mio compagno di 40 anni (

gentile dottore, il mio compagno di 40 anni ( stiamo insieme da gennaio )da qualche mese presenta difficoltà a mantenere l'erezione e affaticamento durante il rapporto e anche un forte calo del desiderio. Per lui inizia ad essere un problema penalizzante ( ha pianto davanti a me domandandosi perchè gli succede questo). E' andato da uno specialista che gli ha prescritto delle analisi del sangue dalle quali è emerso il colesterolo intorno ai 300 e il testosterone leggermente basso seppur dentro ai limiti. Ha fatto un doppler carotideo negativo, per cui il problema è stato definito come "ansia da prestazione". Il medico gli ha prescritto una cura che fa già da venti giorni (una pastiglia da cialis al giorno per sei mesi) ma nonostante questo fatica a mantenere l'erezione. questo comporta in lui una serie di problemi psicologici e non nascondo che attualmente stanno nascendo anche a me. Mi domando continuamente se la causa dei suoi "insuccessi" sono io e lui, invece, sostiene che è un uomo a metà e sta pensando di interrompere la relazione. Cosa posso fare per aiutarlo? E' normale che la cura impieghi cosi tanto ad avere i suoi effetti? La prego mi aiuti, tra noi non manca l'amore...Grazie
Risposta

GENTILE SIGNORA,

HO PRESO VISIONE DELLA SUA E-MAIL E CAPISCO LA SITUAZIONE.  DIREI DI CERCARE DI CAPIRE PERCHE' ESISTE QUESTA DISFUNZIONE ERETTILE ESEGUENDO DEGLI ESAMI QUI DI SEGUITO ELENCATI :

-- RIGISCAN TEST ;

-- PRELIEVO EMATICO PER VALUTARE IL DOSAGGIO DEL : TESTOSTERONE TOTALE - LIBERO - FSH - LH- PROLATTINA - DEA - DEA/S ;

- ECOGRAFIA PENIENA BASALE E DINAMICA.

DISTINTI SALUTI.

DOTT.FAMIANO MENESCHINCHERI

www.prostatite2002.it

TAG: Andrologia | Organi Sessuali | Salute maschile | Urologia
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