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09-05-2006

Gentili dottori, i risultati di un recente

Gentili Dottori, i risultati di un recente controllo fatto da mio padre (57 anni, iperteso, ex fumatore) evidenziano la presenza di una placca fibrocalcifica alla biforcazione carotidea sx con stenosi del 25%, l’inspessimento medio – intimale delle pareti degli assi carotidei e una lieve ipertrofia ventricolare sinistra. Inoltre il referto di un RX toracico dice “calcifico l’arco aortico”. Vi chiedo quali sono i suoi rischi, come è possibile contrastarli e quale cura può seguire per far regredire la placca e soprattutto per stabilizzarla al fine di evitare l’embolizzazione della stessa. Faccio presente che mio padre non ha e non ha mai avuto il colesterolo alto. In attesa di una Vostra risposta porgo distinti saluti. Grazie.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
La placca aterosclerotica è una struttura dinamica che subisce continui rimodellamenti della matrice extracellulare dalla quale dipende la sua integrità strutturale. Alcuni fattori, quali l'età, l'ipertensione, il diabete, il fumo, le cardiopatie, l'obesità con l'inattività fisica, i contraccettivi orali, l'abuso di alcool e le dislipidemie, se presenti, aumentano il rischio di malattia. Fondamentale, infine, diagnosticare l'eventuale possibilità di malattie della cascata coagulativa e delle mutazioni genetiche, sconosciute in passato ed oggi diagnosticate, che, se presenti, predispongono il paziente alla trombosi. La migliore terapia della placca carotidea deve considerarsi la prevenzione, legata al controllo e, per quanto possibile, alla soppressione dei fattori di rischio (fumo, diabete, ipertensione, dislipidemia) ed alla terapia medica con antiaggreganti, statine ed acidi grassi omega 3.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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