14-01-2004

Gentili signori, già vi ho posto due domande

Gentili signori, già vi ho posto due domande riguardo la situazione di mia madre, alle quali avete già risposto in maniera esauriente. Purtroppo ulteriori sviluppi mi portano ad interpellarvi di nuovo. Breve riassunto: mia madre, sottoposta ad ecografia epatica, veniva informata di una formazione di cm 8 presente nel fegato. Successiva risonanza magnetica confermava dimensione e posizione (vicino vena porta) ed evidenziava in contenuto disomogeneo. Si è proceduto a Biopsia mediante ago ecoguidato. Il prelievo effettuato consisteva in materiale liquido biancastro che, successivamente, veniva identificato come raccolta di cellule necrotiche amorfe. La lesione ha bordi netti ed è "sigillata". Dopo un berve ricovero l'hanno dimessa, poichè non presentava, e non presenta tuttora, alcun sintomo. Analisi del sangue nella norma, nessuna sofferenza epatica, tranne la bilirubina un po alta, ma considerando che è presenteun calcolo alla cistifellea ci hanno detto che è normale che sia così. Il problema è il seguente. Inizialmente si era deciso di eseguire un drenaggio della formazione. Ora, alla vista dell'esame istologico del contenuto della "sacca", hanno deciso di eseguire una ulteriore biopsia del bordo della lesione, in quanto NON hanno ancora escluso che possa trattarsi di tumore. Mi hanno infatti detto che alcuni tumori possono colliquare. Vi chiedo cosa ne pensate? Che tipo di Tumore è quello che colliqua? Che percentuali di guarigione ci sono? Potrebbe essere una cisti che ha suppurato? La vicinanza alla Vena porta può essere un segnale negativo? Grazie in anticipo per la risposta. Mi scuso per essermi dilungato.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
La situazione che ci descrive è fonte di numerosi dubbi clinici che andrebbero chiariti o per lo meno tentati di chiarire alla luce di una piena conoscenza di tutti gli esami clinici a cui è stata sottoposta, tra cui il risultato dell’esame citologico/istologico. Pertanto non si può fare altro che fare delle ipotesi e discutere in maniera alquanto in generale. L’epatocarcinoma deve essere distinto da altre forme tumorali maligne e dalle masse benigne, tra cui l’ascesso epatico. Di soltio l’uso di appropriati studi di immagine, associati al test per l’AFP sierico, è sufficiente per dirimere ogni dubbio. Infatti, in un paziente con cirrosi epatica con un altro fattore di rischio come l’epatite C, l’epatite B, l’emocromatosi o l’alcol, la presenza di una tipica lesione alla ecografia o alla TC, in associazione ad un valore alto ed in rapido incremento di AFP, è sufficiente a fare la diagnosi senza la verifica istologica. Ritengo improbabile, coi limiti dei pochi dati disponibili, che possa trattarsi di un tumore maligno epatico. E’ probabile possa trattarsi di ascesso (se non ricordo male c’era presenza di febbre ed era stato intrapreso un ciclo di terapia antibiotica, a quanto pare risolutivo della febbre stessa). La vicinanza alla vena porta non è di per sé elemento che rappresenta un segnale negativo. Comunque, una ulteriore agobiopsia del bordo della lesione è certamente un elemento diagnostico importante, in quanto in tale contesto non va sottovalutato nulla, soprattutto se si tratta di un intervento poco invasivo quale l’agobiopsia.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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