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L’ESPERTO RISPONDE

Gentilissimi dott.,mi rivolgo a voi per chiedervi

Gentilissimi Dott.,
mi rivolgo a Voi per chiedervi un parere per me estremamente importante.



mia madre, il 7/6/2006 è stata sottoposta a un intervento chirurgico per un adenocarcinoma del sigma metastatico.
E' stata effettuata una resezione del colon sinistro e una resezione della lesione secondaria epatica,

Dopo l'intervento chirurgico, apparentemente radicale, le condizioni cliniche erano buone e i valori ematologici, molto alterati prima dell'operazione, erano tornati quasi tutti nella norma.

Dal 12 Luglio 06 al 24 Gennaio 07, ha iniziato un trattamento chemioterapico adiuvante, secondo lo schema XELOX .
Nelle due tac effettuate nei mesi di ottobre e dicembre non si rilevava nulla di rilevante e mia madre sembrava “libera da malattia”

Dal mese di febbraio la situazione è precipitata .
La chemio è stata interrotta (effettuati 8 cicli invece dei 12 previsti).
C'è stato un peggioramento delle condizioni generali, all’ultimo controllo i marcatori CEA e CEA 19.9 sono risultati notevolmente incrementati: CEA = 180 CEA19.9 = 420 (più alti di quanto fossero prima dell'operazione). I valori ematologici erano quasi tutti alterati ed in particolare il valore dell'emoglobina pari a 8 ha richiesto una trasfusione di sangue,.inoltre mia madre avvertiva dolori.


Il 15 marzo 07 è stata effettuata una nuova TAC, di cui riporto il referto:

Rispetto al precedente esame eseguito in questa sede il 14/12/06, si apprezza la presenza di multiple lesioni secondarie epatiche, la maggiore localizzata all’ VIII segmento epatico misura circa 40 mm di diametro, una minuta ipodensità di verosimile analogo significato si apprezza in sede polare inferiore splenica.
Si rileva discreta quota di versamento addominale con aspetto conglutinato di alcune anse intestinali in corrispondenza dello scavo pelvico. In corrispondenza della parete addominale a livello paraombelicale destro si apprezza immagine di circa 35 mm di diametro massimo verosimilmente di significato secondario.
Lo studio del torace rileva la presenza di almeno 4 lesioni nodulari di circa 10 mm di diametro massimo di significato ripetitivo.
Assenza di versamento pleurico.
Non impegni adenopatici ilo-mediastinici
Nella norma la visualizzazione delle diramazioni bronchiali.


Mi rendo conto che la situazione è molto grave ma io non vorrei lasciare nulla di intentato, e quindi sono qui a chiedervi se esistono delle possibilità per provare almeno a rallentare la malattia?

Vi ringrazio sentitamente fin da ora per il Vostro prezioso aiuto.

Cordiali saluti
Risposta del medico
SANDRO GIROTTO
SANDRO GIROTTO
Ci si trova di fronte una malattia che è andata incontro a progressione dopo XELOX; in tali casi, le alternative terapeutiche di seconda linea, che possono prevedere il Cetuximab, l’Irinotecan, il Bevacizumab, vanno attentamente valutate dall’oncologo di riferimento
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