20-03-2008

Ho 30 anni e sin da quando ero piccola soffro di

Ho 30 anni e sin da quando ero piccola soffro di tachicardia sopraventricolare parossistica diagnosticata solo due giorni fa tramite studio elettrofisiologico -senza anestesia- condotto tramite sondino nasoesofageo. Durante l'esame io ho sofferto moltissimo, non per la tachicardia indotta ma per il dolore provocato dalle scosse elettriche. Dopo un'ora dall'esame e fino ad oggi - quindi sono passati due giorni e due notti- ho tachicardia perenne in completo riposo e affanno anche per recarmi in bagno. La mia tachicardia parossistica mi dava dei problemi SOLO DOPO SFORZO!!!!. Ho domandato spiegazioni a chi mi ha eseguito l'esame, mi hanno risposto che l'esame non c'entra nulla e prescritto Almaritm mezzo al mattino e mezzo la sera ma la situazione non cambia. Vi chiedo è una conseguenza normale dello studio elettrofisiologico che passerà tra qualche giorno o qualcosa può essere andato storto e ora sono condannata nonostante i farmaci a rimanere in questo stato in attesa dell'ablazione che avverrà tra un mese? può essersi aggravata la tachicardia parossistica fino al punto di averla sempre? ho paura che ci sia stata negligenza. Grazie per la vostra risposta e per il vostro lavoro.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Dopo uno studo elettrofisiologico è possibile che si verifichi una tachicardia che però tende a ridursi nei giorni successivi alla stimolazione. E’ bene comunque eseguire un elettrocardiogramma e consultare il suo cardiologo per eventuale terapia.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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