20-12-2016

Impianto dentale instabile per un'infezione

Buongiorno dottori, vorrei sottoporre alla vostra attenzione il mio caso. Ho 32 anni e non ho mai avuto particolari problemi dentali per cui l'unico motivo per cui mi rivolgevo al mio dentista era per una pulizia dei denti annuale. Sapevo già da piccola che soffrivo di agenesia dei canini permanenti nell'arcata superiore. Purtroppo in primavera il canino superiore destro ha iniziato a dondolare perciò, dopo aver effettuato una panoramica dal mio dentista lui mi avverte che cadrà a breve perché c'è pochissima radice e oltretutto anche poco osso, quindi mi consiglia di rimuoverlo e di fare un impianto, unica soluzione. Lui non si occupa di implantologia quindi mi affido a conoscenti per cercare un altro dentista.

Mi rivolgo a fine settembre dall'implantologo che al primo appuntamento il 28/09/2016 fa rx di controllo, rimuove il canino e inserisce l'impianto a carico immediato con una corona provvisoria, senza darmi molte spiegazioni e senza rispondere alla mia domanda in cui chiedevo se c'era abbastanza osso (dubbio che mi aveva instillato il mio dentista). Da subito avverto dolore al primo molare destro, la settimana successiva ho visita per inserire la corona definitiva e faccio presente che sento dolore alla gengiva e al dente vicino. Mi risponde che probabilmente nell'inserire l'impianto è stata toccata la radice di quell'altro dente ma che passerà, di continuare con l'antibiotico.
A fine ottobre mi rendo conto che l'impianto mi fa ancora male e oltretutto il dente dondola, non capisco se sia un problema della corona o dell'impianto stesso quindi prendo un appuntamento per un controllo e il 4/11/2016 in effetti si muoveva l'impianto, il dottore dà la colpa a me dicendo che non dovevo masticare da quel lato e quindi fa una sorta di "ponte", non so come altro definirlo, dietro al dente. In pratica con un materiale bianco attacca il dente impiantato al molare e all'incisivo laterale dalla parte interna (una cosa estetica bruttissima, sembra che ho tartaro tra i denti) dicendomi di tenerlo per sei mesi perché l'impianto si stava muovendo a seguito delle sollecitazioni che riceveva quando masticavo.

La scorsa settimana, il 14/12/2016 mi accorgo che si muove di nuovo nonostante questa fissazione da lui eseguita, chiamo per prendere un appuntamento che mi viene dato per oggi 19/12/2016. Nel frattempo nel fine settimana noto un gonfiore della gengiva e dolore forte. Stamattina avevo una sorta di pallina dura nella gengiva in prossimità dell'impianto, vado alla visita, mi controlla e mi dice che c'è un'infezione a causa mia che non lavo bene i denti che deve togliere tutto, fa notare all'assistente dove si trovi l'impianto (che si trovava spuntando dalla mia gengiva) e sostiene che si è mosso per colpa mia, che non c'è osso per colpa mia perché l'infezione si è mangiata l'osso quindi ora l'impianto non ha una base su cui attaccarsi.
Ha tolto l'impianto (senza anestesia, sono anche svenuta per qualche minuto sul suo lettino) e in pratica ora ho un buco. Ha detto che provvisoriamente mi faranno un dente in resina che attaccherà al famoso ponte che ha lasciato li, e che devo attendere 3 mesi per far ricrescere l'osso e per poter inserire nuovamente l'impianto. Non so più se fidarmi di questo dottore. Le mie domande sono queste. È possibile che nel giro di due giorni l'infezione si sia "mangiata" l'osso? come mai l'impianto si muoveva da subito? è vero che l'osso si rigenera da solo in 3 mesi? Grazie in anticipo a chi vorrà darmi il suo parere

Risposta

Buongiorno, molto probabilmente ha avuto una perimplantite. La perimplantite è un’infezione prevalentemente di origine batterica che colpisce prima le gengive, progredisce spingendosi più in profondità seguendo la linea dell’impianto dentale e determinando il progressivo riassorbimento dell’osso ad esso circostante causando, quindi, l’instabilità dell’impianto stesso che è destinato a cadere. I batteri che causano l’infezione che dà origine alla perimplantite convivono già all’interno del cavo orale in una sorta di equilibrio numerico, non provengono dall’esterno. A causa di diversi fattori (scarsa igiene orale, sbalzi ormonali, terapie invasive o patologie sistemiche come il diabete) tale equilibrio viene a mancare e la quantità di batteri patogeni aumenta notevolmente.

I tessuti che circondano l’impianto dentale, tessuti molli e osso mascellare, sono interessati dall’infiammazione che ne determina un lento ed inesorabile riassorbimento il quale, a sua volta, innesca un’eccessiva mobilità dell’impianto. Non avendo più la necessaria quantità di osso che ne garantisce la stabilità, l’impianto è destinato a cadere.
Per quanto riguarda la possibilità di rigenerazione ossea bisogna vedere com'è il sito implantare, se è stato eliminato l'eventuale tessuto di granulazione ecc. In base a tutto ciò si può valutare il tempo necessario per una completa rigenerazione.

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