09-08-2017

L'antibiogramma è essenziale per prescrivere un antibiotico?

Ho fatto il tampone vaginale per pura "curiosità" non avendo particolari sintomi di alcun genere e mi sono stati riscontrati i batteri: Ureaplasma parvum cervicale e Chlamydia trachomatis. Avendo una relazione stabile da due anni, come minimo è questo l'arco di tempo MINIMO nel quale sono infetta da questi batteri.
La dottoressa visti i risultati mi ha prescritto l'antibiotico BASSADO (sia per me che per il mio ragazzo) una volta al giorno dopo colazione per 10 giorni con conseguente visita (tampone vaginale per vedere se è tutto passato o meno). Non mi ha detto di fare l'antibiogramma. Ma non è "rischioso" dare un antibiotico senza sapere quale è quello più specifico in base allo stadio dell'infezione batterica?

Risposta di:
Dr. Cesare GentiliDottore Premium
Ginecologo, Specialista in Anatomia patologica e Oncologia
Risposta

Il tampone vaginale viene prescritto in presenza di sintomi quali prurito, bruciori, perdite maleodoranti, disconfort durante i rapporti sessuali. Nel suo caso, come lei riferisce, ha effettuato l’esame, per curiosità con il risultato di positività per Ureplasma parvum e Chlamydia Trachomatis. Il primo batterio è un normale colonizzante dell’ambiente vaginale, la Chamydia, spesso asintomatica, può invece provocare vaginiti, uretriti, cistiti, in alcuni casi, fortunatamente più rari, può diffondersi all’utero, alle tube e ai tessuti circostanti con possibile compromissione degli organi riproduttivi. Pertanto una volta accertata la sua presenza bisogna procedere al trattamento. Gli antibiotici di prima scelta sono la azitromicina o la tetraciclina. Non è previsto l'antibiogramma in quanto entrambi i farmaci molto efficaci nell’eliminare il microorganismo.

TAG: Biochimica clinica | Esami | Ginecologia e ostetricia | Infezioni | Organi Sessuali | Patologia clinica | Salute femminile
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