Search

I medici più attivi

Ultimi articoli

24-04-2013

l'età non aiuta a migliorare la qualità e quantità del sonno

Salve, mia madre, dell’età di 83 anni, soffre da circa 50 anni di insonnia.Nel passato e fino all’età di circa 65 anni, ha sofferto di attacchi di ansia e di depressione. Finchè un medico farmacologo le ha prescritto dei farmaci che hanno tenuto sotto controllo l’ansia; i farmaci sono lo xanax al mattino con l’efexor e alla sera da solo, in ultimo, nel momento di andare a letto, lo stilnox (li prende da circa 15 anni). Come dicevo questa terapia ha risolto gli attacchi di ansia, ma l’insonnia è sempre stata presente nella sua vita con alti e bassi. In particolare negli ultimi 7 mesi si è aggravata, tanto che non è più riuscita a dormire nel suo letto, ma il poco sonno possibile avviene in posizione quasi seduta su una sedia sdraio.Prima di incontrare il farmacologo di cui sopra, non si è mai affidata in modo continuativo alle cure di uno psichiatra e non ha mai seguito una psicoterapia, mi spiego meglio: si è rivolta presso uno o due centri di medicina del sonno (es: San Raffaele) ma le davano solo la medicina che avrebbe dovuto indurle il sonno la sera, senza aiutarla per l’ansia e la depressione. In queste occasioni , mia madre ebbe delle reazioni brutte a tali farmaci e spaventata da tali reazioni, rinunciò a ritornare presso tali centri. In seguito ha tentato di rivolgersi ad altri psichiatri ma anche in questi casi non è riuscita ad andare avanti, oltre la prima visita, credo sempre a causa della sua depressione e del suo sconforto. L’ultimo medico psichiatra da cui è stata (circa 3 anni fa), le aveva prescritto per l’insonnia, il mirapexin, sempre in aggiunta alla terapia di cui sopra. Per circa un anno ha preso questo farmaco ma il sonno è sempre stato disturbato. Poi lei stessa ha deciso che non voleva più prendere tale farmaco, perché diceva che la faceva diventare nervosa. Non è più tornata da tale medico e ha continuato con la terapia del farmacologo.Aggiungo che quando riesce un po’ a dormire, dopo che prende lo stilnox, ha un sonno veramente disturbato: è come se stesse in uno stato di dormi veglia, molto agitato fisicamente, parla nel sonno, anche ad occhi aperti ed è come se avesse continuamente brutti sogni. In più soffre anche di nicturia (anche 9/10 volte per notte).Purtroppo 20 gg fa si è fratturata il femore, è stata operata ed è ricoverata per una lunga degenza (senza carico sull’arto per 30 gg e poi successiva riabilitazione). Questa situazione è aggravata dall’insonnia e naturalmente adesso, se non dorme di notte, non puo’ alzarsi e andarsi a sedere, ma è costretta a stare a letto con la conseguenza di diventare molto nervosa a causa di tale costrizione. Le hanno sostituito l’efexor con il citalopram e l’hanno fatta vedere ad uno psichiatra, ma le notti sono comunque difficili.Sono a chiedere se una volta tornata a casa, anche se ha 83 anni e l’insonnia è cronicizzata, si possa ancora intraprendere una cura per aiutarla. A chi dovrei rivolgermi? Sia ad uno psichiatra che ad un piscoterapeuta?Grazie per i consigli che vorrete darmi.
Risposta

 Gentilissimo...., purtroppo l'insonnia di sua mamma non solo è diventata un fatto cronico ma deve tener conto anche del fatto che le persone anziane dormono pochissimo, difficilemnte più di 4 ore continuate per notte.  Nel corso della nostra vita noi passiamo dal dormire 20 ore su 24 quando siamo lattanti dino a 4 ore su 24 dopo gli 80 anni, è ovvio che  tutto avviene gra dualmente.

Forse una bella chiacchierata con uno psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo e che sia anche psichiatra sarebbe bene che sua mamma la facesse. 

Un caro salto

Rosalba  Trabalzini

TAG: Malattie psichiatriche | Psichiatria | Salute mentale
er icon on white
Non hai trovato quello che cercavi?
Chiedi un consulto gratuito agli esperti di Paginemediche!