L’ESPERTO RISPONDE

La dispnea cronica dipende dall'ansia?

Buongiorno egregi dottori, vorrei porvi una domanda riguardo la dispnea cronica, problema che credo mi riguardi. Faccio una premessa. Ho 43 e fin dall'adolescenza sono sempre stato una persona introversa e ansiosa a dei livelli piuttosto elevati, ciò mi ha portato a subire due crisi di ansia piuttosto forti una a 18 anni e una intorno ai 25, non sto a specificare i particolari ma poi sono passate nel giro di qualche mese senza prendere nessun medicinale ma semplicemente parlando con uno psicologo. Adesso reputo la mia situazione molto migliorata e un po' convivendo con alcune insicurezze, un po' perché altre le ho superate, faccio una vita normale. Ciò nonostante so anche di non aver risolto i miei problemi interiori, si parla di ansia sociale, esistenziale, sicuramente non accettazione di me stesso, mi privo ancora di varie cose che non so affrontare, ecc...e chi più ne ha più ne metta.

Il problema, che mi assilla da anni ormai e con il quale convivo, è appunto la dispnea cronica, almeno il sintomo credo sia quello. Mi riferisco ad un senso di oppressione alla bocca dello stomaco o appena sotto lo sterno, oppressione costante per tutta la giornata con la quale appunto convivo da credo almeno 10 anni. Sembra incredibile aver convissuto finora con questo problema, ma forse mi ci sono abituato, anche perché è l'unico sintomo che accuso.
Durante la giornata e quindi ogni tot minuti devo fare un respiro profondo forzato perché quell'oppressione è insopportabile e quando ci riesco è come se si allargasse qualcosa e finalmente l'aria passasse, solo che dopo pochi minuti tutto ricomincia da capo e piano piano ritorna quel senso di peso sotto lo sterno. C'è da dire che nonostante io abbia questo problema non mi sento in mancanza di ossigeno, almeno credo, questo perché faccio tutte le mie attività normalmente, tipo un lavoro anche piuttosto impegnativo fisicamente.
Tre anni fa presi ad andare in bici e anche lì riuscivo ad andare bene, ero allenato, il problema si presentava ogni tanto ma ci convivevo, a volte dovevo forzare il respiro ma nel complesso riuscivo a fare i miei giri e a respirare bene, certo il problema c'era sempre. Anche la notte dormo bene, non mi sveglio durante il sonno in mancanza d'aria o per forzare il respiro, e la mattina sono riposato. Ciò nonostante questa cosa è comunque invalidante, perché da quando mi alzo e per tutto il giorno io ho questo problema con il quale convivo nel modo che vi ho descritto. Aggiungo inoltre che in questi ultimi 15 giorni il problema è un po' più presente, tipo a volte il cuore fa un battito strano, credo si chiami extrasistole, e a volte quando forzo troppo spesso il respiro quasi mi gira un po' la testa. La mia domanda è la seguente. È possibile che questo mio problema dipenda da un'ansia che c'è anche quando credo di essere sereno, (perché riesco a conviverci)? Se si cosa accade, si chiudono i bronchi o è lo stomaco a chiudersi? Non sono ancora riuscito a capirlo. Vorrei comunque fare una visita ai polmoni per escludere eventuali altri problemi, quale mi consigliate? Grazie per l'attenzione, cordiali saluti.

Risposta del medico
Dr. Giorgio De Bernardi
Dr. Giorgio De Bernardi
Specialista in Pneumologia e Allergologia e immunologia clinica

Penso che, per escludere problemi respiratori (ad esempio asma e BPCO) debba eseguire i seguenti accertamenti:

  1. Rx torace 2 pr;
  2. spirometria basale + test di broncodilatazione farmacologica;
  3. infine valutazione pneumologica.

Se il Pneumologo ritiene che non vi siano problemi legati all'apparato respiratorio, dovrà sentire necessariamente uno specialista psichiatra, perché l'ansia viene curata da questo specialista. Un suggerimento: non beva caffè perché la caffeina può indurre ansia, insonnia, ecc. Cordiali saluti.

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