07-03-2006

Mio padre (70 anni) è affetto da epatopatia

Mio padre (70 anni) è affetto da epatopatia cronica con evoluzione in cirrosi a seguito di Epatite di tipo B. Diagnosi di HCC a partire dal 2003, ha subito una prima Chemioembolizzazione nel maggio di quell'anno. E' poi seguito un periodo di ascite (effettuate 3 paracentesi) ed in seguito, grazie ad un controllo ferreo della dieta ed alla fitoterapia si è avuto un discreto recupero della funzionalità epatica (da Child C a Child A) e della Qualità di vita. Regolari controlli alla TAC hanno evidenziato poi nuovi noduli che hanno portato, 20 giorni fa, ad una nuova chemioembolizzazione (più "estesa" dell'altra). Dopo l'intervento ha avuto quindi febbre alta (>38.5) per dieci giorni. Adesso la febbre è scesa (max 37.5 alla sera) ma rimane una debolezza molto forte dopo 20 giorni e non c'è segno di miglioramento nonostante il riposo e la dieta equilibrata. E' normale tutto ciò? Quanto tempo potrà durare? Nella chemioembolizzazione di 3 anni fa questo non era successo.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
E’ normale che dopo un ciclo di chemioembolizzazione le condizioni cliniche e la funzione epatica sia peggiorata. E’ il prezzo che si paga per la chemioembolizzazione. Solitamente i disturbi clinici perdurano per un periodo di 2 settimane.
TAG: Chirurgia | Chirurgia generale | Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna | Trapianti
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