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L’ESPERTO RISPONDE

Nel 2000 ho fatto un ablazione per un flutter

Nel 2000 ho fatto un ablazione per un flutter atriale a PAVIA, mi è rimasta una fibrillazione atriale parossistica che in questi anni è diventata sempre più invalidante in particolare per la pratica dell'attività sportiva della corsa che pratico da 30 anni. Attualmente assumo giornalmente 1+1 pastiglia di Almarytm +1 di Ticlopidina. Vorrei ritentare l'ablazione magari in un centro che possa darmi la massima garanzia sul risultato perchè il pensiero di non risolvere il problema mi assilla e mi frena. Vorrei gentilmente se possibile un vostro parere in merito che mi aiuti ad uscire da questa situazione, magari indicandomi appunto anche il miglior centro per la pratica dell'ablazione. Ringrazio anticipatamente per la vostra risposta.
Risposta del medico
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Caro Lettore, l’ablazione da Lei eseguita mi sembra abbia avuto successo. In realtà è servita ad eliminare il flutter e questa aritmia non sembra recidivare. La fibrillazione è tutt’altra cosa e necessita un approccio diverso. Una volta esclusa la possibilità del controllo con i farmaci le Linee Guida della Società Europea del 2006 indicano proprio nei casi come il suo quello di tentare una ablazione transcatetere dell’imbocco delle vene polmonari. Esistono numerosi centri che effettuano tale intervento con buoni risultati. Vengono riportati successi fino al 90-95% dei casi . Più realisticamente il successo completo sembra ottenibile in un 65-70% dei casi.
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Specialista in Malattie dell'apparato cardiovascolare e Malattie dell'apparato respiratorio
Prov. di Parma