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25-10-2006

Nel ringraziarla per le precedenti risposte

Nel ringraziarla per le precedenti risposte (domande codice HH/1L56446 e HH/2L56598) le sottopongo l'esito dell'ecocardiogramma eseguito pochi giorni fa, che ha mostrato un netto miglioramento rispetto ai due precedenti, che erano perfettamente sovrapponibili. In particolare un incremento della FE dal 25% al 40% una riduzione del diametro diastolico da 78 a 51e una riduzione della pressione in arteria polmonare da 50 a 30 mm/hg. Gli esami sono stati eseguiti nella medesima struttura ospedaliera e con lo stesso strumento come pure non é cambiata la terapia negli ultimi undici mesi se si eccettua l'incremento graduale del carvedilolo fino alla dose di 25mg/die. Confrontando gli ultimi elettrocardiogrammi eseguiti rispettivamente nei mesi di marzo e giugno ho potuto notare che anche questi sono perfettamente sovrapponibili, dunque ho dedotto che il significativo miglioramento abbia coinciso conl'abolizione del vino assunto in quantita moderata durante i pasti(2/3 bicchieri al giorno).Vorrei chiederle se sono sufficienti questi dati per porre una diagnosi di cardiopatia alcoolica considerato un uso cronico di alcool, in particolare vino, protrattosi per diversi anni in quantita se non eccessive sicuramente non moderate, e se é possibile un ulteriore miglioramento o guarigione. Grazie.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
La letteratura ormai è concorde nel dare all’alcol un ruolo importante nella miocardiopatia secondaria . Infatti dopo aver assunto grandi quantità di alcool per anni può svilupparsi una cardiopatia alcoolica, che si presenta con dilatazione e disfunzione della contrattilità del ventricolo sinistro o di entrambi i ventricoli.
L'astinenza dall'alcool dopo lo sviluppo di una forma lieve di insufficienza cardiaca può favorire il rallentamento della progressione della malattia; in alcuni casi si assiste anche a reversione dei sintomi.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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