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29-08-2018

Paroxetina non fa più effetto

Buonasera dottori,

vi vorrei illustrare la mia situazione perché sono veramente in confusione: Soffro di attacchi di panico e ansia da quasi 3 anni. Da 2 anni ho iniziato la psicoterapia con pochi risultati,quindi da aprile 2018 decido di passare allo step successivo ed iniziare a seguire anche uno psichiatra.

Giorno 24 aprile inizio la cura di paroxetina (sereupin) 20mg la mattina accompagnati da 10 gocce di xanax; dopo il brutto periodo iniziale di sofferenza da effetti indesiderati, finalmente pian piano inizio a stare benissimo.

Purtroppo questo benessere dura solo 45 giorni circa,tornano gli attacchi di panico e l'ansia. Cosi torno dallo psichiatra informandolo del cambiamento e mi aumenta la paroxetina a 30 mg (20 al mattino e 10 dopo pranzo) e mi cambia ansiolitico, pasaden 8 gocce 3 volte al giorno al posto dello xanax. Adesso dopo 30 giorni circa di questa cura non ho nessun miglioramento. Inizio a dubitarne,la pazienza è finita. Vorrei tornare a stare bene come quei primi stupendi 45 giorni. Ho 30 anni,lavoro spesso in macchina ed a contatto con le persone e tutto ciò mi blocca. Voi cosa ne pensate di questa cura?

Aggiungo che l'unico effetto che sto notando della paroxetina è la mancanza di eiaculazione nel rapporto con nessun problema di erezione,anzi. A tal proposito chiedo anche se è possibile usare qualche crema o altro non dannoso per aiutare l'orgasmo. Il mio psichiatra dice di aumentare l ansiolitico ma l unico effetto che ho è la sonnolenza, con attacchi di panico sempre presenti. Vi ringrazio in anticipo per le risposte.

Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta

Salve, L’attacco di panico è un episodio di ansia acuta, nel quale si verifica un repentino e incontrollato aumento della paura in risposta a qualcosa che viene percepito come un pericolo: tale paura insorge in modo improvviso e intenso, ma ha generalmente una durata molto breve. È tipico che quando si sperimenta attacchi di panico puoi sviluppare preoccupazioni in merito

(1) alla possibilità che i tuoi attacchi si verifichino di nuovo e

(2) alle conseguenze degli attacchi stessi: paura che tu possa avere un infarto durante l’attacco, di impazzire, di avere danni alla salute. In particolare la percezione del tuo battito cardiaco amplificato e accelerato è spesso molto preoccupante: i tuoi sintomi possono ricordare quelli dell’infarto, mentre la tachicardia nell’attacco di panico è innocua e tende a scomparire nel giro di qualche minuto. Puoi non essere consapevole dei meccanismi psicofisiologici alla base dell’ansia nel momento in cui avverte la minima agitazione e temi di avere un nuovo attacco di panico, e questo ti porta a agitarti ancora di più.

È comune infatti che molti attacchi si siano manifestati proprio perché la persona che ne ha sofferto teme fortemente che l’episodio si ripresentasse: questa paura agita il soggetto tanto da scatenargli realmente un nuovo attacco, creando un vero e proprio circolo vizioso del panico. Alla base del disturbo esiste la convinzione di essere debole, fragile e con forte timore di perdere il controllo e un rimuginio infinito. Il mio consiglio è di continuare la terapia farmacologica con lo psichiatra ma va associata non una psicoterapia generica ma un trattamento con psicoterapeuta cognitivo comportamentale qualificato.

Saluti

TAG: Adulti | Disturbi dell'umore | Farmacologia | Giovani | Psichiatria | Psicologia | Salute mentale | Terapie
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