04-09-2012

Proseguire con il trattamento terapeutico in corso

39 anni peso 76 altezza 173 Hcv+ genotipo 3a presente dal 2003 trasaminasi normali. dal 2004 transaminasi mai normali. viremia 170000 ul.nel 2008 fibroscan 6,5 kpa nel 2011 fibroscan 16,5 kpa (metavir) e impennata viremia a 1.500.000 così inizio terapia Peg-IFN alfa2A 180 mcg e rebetol 1200 3cp mat 3cp sera. trasaminasi aumentate 10-15 volte e anche ggt ma terzo mese Quantitativo assente. All' ottavo mese di cura nel 2012 ecografia ARFI 2.4... Atteso il Fibroscan 2011 e Ecografia Arfi 2012 il mio è un caso di cirrosi epatica di grado lieve magari "compensata" visto non avere complicanze quali varici, ascite, ittero? Atteso il Fibroscan 2008 e quello 2011 che in tre anni è triplicato quasi a rasentare F4 l evoluzione della malattia è veloce giusto?Negativo al 3 mese e cura gen. 3a di 24 sett che % di recidiva HCV ho se smetto la cura? se invece la porto ad un anno? ho fibrosi severa o cirrosi? Qual' è la differenza come si diagnostica il trapasso in cirrosi? Infine in che stati bisogna essere per lista trapianto anche da donatore vivente di cui sono a disposizione? Ringrazio
Risposta
Gentile signora, il genotipo 3 del virus C viene considerato un genotipo a “resistenza intermedia” alla terapia, per cui in caso di presenza di fattori clinici di non risposta alla terapia, quali la fibrosi avanzata l’alta viremia e l’assenza di risposta a 4 settimane di trattamento, è consigliabile prolungare la terapia a 48 settimane, in tal modo si aumentano chanches di ottenere una risposta virologica sostenuta. Il trapianto non è nemmeno da prendenre in considerazione nel suo caso: il fibroscan e l’ARFI sono metodi indiretti di valutazione della fibrosi che sono tra l’altro influenzati da fattori “istantanei” come il grado di infiammazione del fegato, la presenza di steatosi (costantemente presente nel genotipo 3 che è esso stesso “creatore” di steatosi) o il pasto. Tali esami indicano nel suo caso semplicemente la verosimile presenza di una fibrosi avanzata, ma tali dati vanno accuratamente integrati con gli altri clinico/laboratoristici che la riguardano. Il trapianto di fegato è riservato esclusivamente alle cirrosi epatiche “cliniche” (ovvero con piastrinopenia, milza ingrossata, varici esofagee, indici di protidosintesi o di colestasi alterati) in fase di insufficienza epatica grave (ascite, rottura di varici, encefalopatia, epatocarcinoma), tali situazioni estreme sono molto lontane dalla sua condizione. Per tale motivo il consiglio è quello di continuare la terapia considerando che, se ben condotta, e per tempo sufficiente, ha circa il 70% di possibilità di eradicare il virus.
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