02-11-2017

Prospettive future adenocarcinoma e dilatazione aortica

Egregi Dottori, ho bisogno di un consulto molto importante a livello personale ovvero gradirei sapere con assoluta franchezza la "gravità" delle patologie di mio padre. Gode in generale di buona salute se non fosse per 2 seri problemi, uno se lo porta dietro da tanti anni cioè una dilatazione dell'aorta ascendente di quasi 46mm e l'altro per cui è stato operato recentemente ovvero un adenocarcinoma colico T3 N0 M0 G2 con focale invasione vascolare peritumorale e per il quale ha svolto 28 sedute di radio e 8 cicli di chemio.

Conosco per quanto detto dai medici e per quanto letto su internet che l'aneurisma si opera quando raggiunge i 50mm e che invece il tumore a questo stadio ha recidive nel circa 30% dei casi. Quello che mi chiedo è se dobbiamo essere preoccupati o relativamente tranquilli in quanto l'aneurisma non sappiamo se e quando raggiungerà i 50 mm e il tumore c'è un buon 70% di probabilità che sia già guarito con l'intervento chirurgico. Vi ringrazio immensamente per le risposte che mi avete dato in passato e che mi sono state sempre di aiuto.

Risposta di:
Prof. giorgio enrico gerunda
Specialista in Chirurgia dei trapianti e Chirurgia dell'apparato digerente
Risposta

Gentile signore l'aneurisma della'aorta ascendente tende a crescere particolarmente se non si mantiene sotto controllo la pressione arteriosa. Quindi se il papà usa bene la terapia che sicuramente gli hanno consigliato dovrebbe ragionevolmente evitare che l'aneurisma aumento di volume. Importante è comunque un controllo con RNM ogni sei mesi per vedere se l'aneurisma tende a crescere con continuità oppure no. Se tende a crescere con pressione normale ovviamente deve essere operato. Per il tumore intestinale il problema sta nella invasione vascolare che non sappiamo se abbia fatto partire metastasi al momento ancora non individuabili. La chemioterapia dovrebbe aver eliminato le micrometastasi, ma in realtà non abbiamo parametri per sapere se ha funzionato e quindi è fondamentale fare ogni tre mesi una ecografia al fegato (da un radiologo esperto) e dosare il CEA e il Ca 19.9. Se si assiste ad incrementi dei marcatori o si vedono delle lesioni non viste prima, è necessario fare una TAC toraco addominale (ed eventualmente una RNM al fegato più sensibile per le piccole metastasi nei fegati già sottoposti a chemioterapia). Quindi le percentuali vanno bene per i grandi numeri e per avere una idea del problema, ma mal si adattano al singolo paziente per il quale si devono prendere tutte le precauzioni possibili, perchè le metastasi sono curabili se prese in tempo. Cordiali saluti Gerunda

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