Dai dati disponibili relativi all’impatto del nuovo coronavirus sulla gravidanza è emerso in maniera piuttosto univoca che il virus Sars-Cov-2 non si trasmette al feto durante la gravidanza e neppure il parto sembra essere un momento critico.

Quali precauzioni da adottare in gravidanza?

Secondo le disposizioni emanate dal Ministero della Salute, le donne in gravidanza devono adottare le misure di prevenzione e contenimento del contagio allo stesso modo di tutta la popolazione generale. Nello specifico, le precauzioni indispensabili riguardano:

  • l’uso di mascherine usa e getta e dei guanti monouso;
  • lavaggi frequenti delle mani con acqua e sapone per almeno 60 secondi, o in mancanza, con gel disinfettanti;
  • in caso di visite e controlli non posticipabili, evitare al minimo i contatti e osservare il distanziamento sociale;
  • per le donne lavoratrici in gravidanza, preferire la modalità di lavoro agile a domicilio.
 

I possibili rischi in gravidanza

La gravidanza è in generale un percorso molto delicato per la donna e anche in questo periodo di emergenza sanitaria è importante prestare attenzione a tutti i sintomi influenzali anche più lievi come raffreddore, tosse e piccole difficoltà respiratorie.

Questo perché molte malattie virali (influenza o varicella) vedono nella gravidanza un periodo di maggior rischio per lo sviluppo di infezioni respiratorie severe, dovute al sostanziale cambiamento del sistema immunitario della gestante. Tuttavia si può affermare che contrarre il Covid-19 non comporta di per sé il rischio di una prognosi peggiore per mamma e bambino.

Bisogna invece considerare la presenza di altre patologie concomitanti, come diabete gestazionale, obesità o ipertensione, noti fattori di rischio che pertanto richiedono un confronto con il medico curante.

In caso di sospetto contagio da nuovo coronavirus saranno sottoposte a tampone naso-faringeo:

  • le gestanti che presentano sindrome respiratoria acuta con provenienza geografica a rischio;
  • le gestanti con qualsiasi infezione respiratoria acuta e con pregresso contatto stretto con un caso probabile o confermato di Covid-19;
  • tutte le donne gravide con febbre, tosse, sintomi respiratori associati a dispnea, che necessitano di ricovero ospedaliero.

In caso di gestante con positività al Covid-19

A seconda delle condizioni di salute della donna incinta, verranno attivate dal personale sanitario le misure idonee per gestire l’infezione, che contempleranno il follow-up domiciliare o il ricovero ospedaliero.

I dati disponibili (seppur limitati) relativi ai casi di donne in gravidanza positive al Covid-19 sono rassicuranti: il nuovo coronavirus non attraversa la placenta, quindi la mamma - seppure con sintomi - non trasmette l’infezione al bambino, né durante la gravidanza né durante il parto.

Il fatto che non avvenga la trasmissione verticale madre/figlio è confermato anche da analoghi casi di epidemie da coronavirus come la SARS, in cui i bambini nati da madri positive non riscontravano la presenza del virus nel cordone ombelicale e nemmeno nel liquido amniotico.

Anche il latte materno non trasmette di per sé il contagio madre/figlio. La donna con sintomi lievi potrà allattare al seno adottando tutte le precauzioni possibili (indossare la mascherina e lavarsi accuratamente le mani). Invece, in caso di infezione respiratoria acuta madre e neonato saranno temporaneamente divisi in via precauzionale.     

Per quanto riguarda la modalità del parto, andrà valutata caso per caso insieme al proprio medico, ma è ragionevole affermare che sia preferibile eseguire il parto naturale piuttosto che il parto cesareo per la componente di rischio che quest’ultima comporta per mamma e bambino, indipendentemente da una positività al coronavirus.