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L’ESPERTO RISPONDE

psicologia

Salve, sono una ragazza di 34 anni e desidererei un chiarimento in merito ad un mio problemino: avverto la necessità di conservare, o meglio nascondere i dolciumi per paura di restarne senza ma “la cosa bella” è che non ho la tendenza ad rimpinzarmene con il risultato che, molto spesso, li dimentico e vanno buttati. Mi è stato detto che esiste un nesso con i vuoti affettivi che una persona si porta dentro, è cosi?
Risposta del medico
Dr. Ilaria Bellavia
Dr. Ilaria Bellavia
Specialista in Psicologia e Psicoterapia

Da quello che scrive sembra che lei abbia già in mente una risposta. Probabilmente chi le ha parlato di correlazione tra vuoto affettivo e consumo di dolciumi non ha del tutto sbagliato.

Anzi, le dirò di più: prenda come esempio la cioccolata, va ad incidere su di un neurotrasmettitore serotoninergico che stimola (diciamo così) il buon umore (certo, per avere effetti soddisfacenti bisognerebbe mangiarne grosse quantità). Il senso di vuoto o un piccolo calo depressivo capita a tutti noi in qualsiasi momento della nostra vita e dunque l'idea di poter ricorrere ad un cibo che vada (effetto placebo!?) a compensare quella disarmonia è un'abitudine abbastanza utilizzata da ogni individuo.

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