Donne e intolleranze alimentari: 10 domande a cui rispondere prima di andare dal ginecologo

donne e intolleranze alimentari 10 domande a cui rispondere prima di andare dal ginecologo

Intolleranza alimentare e contraccezione, che cosa sapere?

Intolleranza alimentare e donne: un binomio da non sottovalutare considerata l’incidenza del disturbo sulla popolazione femminile. Solo per quel che riguarda le due forme più frequenti (intolleranza al glutine e intolleranza al lattosio), infatti, si stima che siano circa 6 milioni le italiane interessate dal problema. Eppure tanto per la celiachia quanto per l’intolleranza al lattosio si tende a minimizzare alcuni aspetti e a porre l’attenzione solo ed esclusivamente, o comunque principalmente, sull’alimentazione.

Tuttavia, soprattutto quando si parla di donne, la gestione dell’intolleranza alimentare è un fattore da tenere in considerazione a tutto tondo e non può trascurare la contraccezione. I frequenti episodi di Diarrea e il danneggiamento della mucosa intestinale interferiscono con la capacità di assorbimento dei farmaci assunti per via orale, di conseguenza, gli ormoni steroidei assunti per bocca (come la pillola) se non assorbiti e non metabolizzati correttamente possono vedere diminuita l’efficacia contraccettiva ed esporre la coppia a gravidanze indesiderate.

È necessaria, dunque, una maggiore consapevolezza della donna rispetto ai propri sintomi e del ginecologo riguardo la gestione delle manifestazioni cliniche che caratterizzano la celiachia e l’intolleranza al lattosio.  

Quindi, cosa è importante che faccia la donna?

La donna che soffre di intolleranza alimentare o di disturbi gastroenterici frequenti, e che assume contraccettivi ormonali per via orale (pillola anticoncezionale), deve parlarne con il proprio ginecologo. Per arrivare preparata al colloquio è consigliabile che faccia “mente locale” sulla propria condizione rispondendo a qualche domanda che potrà aiutare il medico a inquadrare meglio la situazione:

  1. Ho perso molto peso rapidamente?
  2. Mi sento sempre debole e stanca, potrei avere problemi di malassorbimento?
  3. Ho irregolarità del ciclo?
  4. Il mal di testa ultimamente mi tormenta, può dipendere dall’alimentazione?
  5. Mi sento sempre gonfia, dipende dal metodo contraccettivo?
  6. Avverto tensione all’addome, è un problema di alimentazione?
  7. I dolori e i crampi addominali ultimamente aumentano quando mangio panini o faccio colazione fuori casa, dipende dal cibo o dal metodo contraccettivo?
  8. Le unghie e i capelli mi si spezzano facilmente?
  9. Ultimamente alterno episodi di diarrea a stipsi, potrei essere intollerante a qualche alimento?
  10. Soffro frequentemente di infiammazioni o infezioni vaginali?

Che cosa deve fare il ginecologo?

Di fronte a pazienti che presentano un quadro clinico caratterizzato da infiammazione a livello gastrointestinale, dolore e crampi addominali, gonfiore e tensione intestinale, Meteorismo, flatulenza e diarrea il medico dovrebbe guidare nella scelta di un anticoncezionale che preveda una via di somministrazione e di metabolizzazione alternativa a quella orale (come ad esempio la via transdermica e quella vaginale) e che garantisca la maggiore tutela dal punto di vista contraccettivo.

In caso di intolleranze alimentari quando la contraccezione orale è a rischio, alla pillola sarebbero quindi da preferirsi metodi che bypassano la via gastro intestinale come l’anello o il cerotto. Quest’ultimo in particolare, può essere la soluzione più opportuna anche quando sono presenti processi flogistici estesi a livello vaginale e vulvovaginiti da Candida, che possono essere aggravati dall’uso dell’anello.

Leggi anche:
Come riconoscere i sintomi tipici dell'intolleranza al lattosio e qual è l'alimentazione giusta su cui si basa la terapia.

Fonti:

  • paginemediche.it
  • Contraccezione: una scelta affidabile in caso di intolleranze alimentari (Conferenza Stampa Milano, 4 novembre 2010)
23/05/2017
11/09/2013