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18-05-2013

Salve, riassumo brevemente la mia storia.a

Salve, riassumo brevemente la mia storia.a settembre 2011, per indagare su episodi di febbricolaserotina-pomeridiana (max 37.5°C), mi sottoposi a delle indagini cliniche da cui emerse soltanto positività agli anticorpi antinucleoANA (1:320 nucleolare). Tutti gli esami di laboratorio (incluse VES ePCR) risultarono nella norma, così come tutti gli altri accertamentisanitari. Mi venne diagnosticata una connettivite indifferenziata da curare con Plaquenil cpr 200 mg.Gli esami effettuati durante il mio ultimo ricovero (dicembre 2012)hanno confermato la positività agli ANA 1:640, mentre tutti gli altriaccertamenti diagnostici sono risultati negativi.Non essendo migliorata la febbricola e a causa di un peggioramentodella caduta dei capelli, ho interrotto la cura con Plaquenil a febbraio 2013. Attualmente non accuso dolori articolari o altri sintomi (se non i soliti episodi di innalzamento della temperatura corporea, con i quali sto imparando a convivere).Vorrei dunque sapere:- sono o non sono affetto da connettivite indifferenziata?Non può essere che il valore elevato degli ANA sia soltanto unfalso positivo e che la febbricola sia soltanto un normaleinnalzamento della temperatura corporea?- vorrei sottopormi ad un trattamento con luce pulsata (IPL) per curare alcuni inestetismi sul viso che mi porto dietro da parecchi anni, ma ho letto che tale trattamento è sconsigliato alle persone che soffrono di malattie autoimmuni. Cosa mi consigliate?Grazie per le Vs risposte.
Risposta

Buongiorno! Come ormai immagino le abbiamo spiegato la connettivite indifferenziata è una diagnosi di esclusione, cioè quando non si riesce a fare diagnosi di una connettivite specifica (lupus, polimiosite, sclerosi sistemica, ecc.) con i criteri esistenti si parla di connettivite indifferenziata. Da quello che lei ha raccontato come unico sintomo e segno c'è solo la febbre e questa positività agli ANA da ormai più di un anno e mezzo, e, dato la negatività di tutti gli altri esami e controlli, si può fare diagnosi di connetivite indifferenziata. Purtroppo non si può fare una prognosi precisa, a volte queste forme possono evolvere in qualche forma specifica e a volte possono stabilizzarsi e rimanere invariate. La frequenza di evoluzione in forme specifiche è maggiore nei primi 2-3 anni dopo l'inizio dei sintomi e più bassa in seguito. Quindi al momento è presto per poter predire una evoluzione. Anche per il trattamento sul viso è difficile decidere, è vero che si cerca di sconsigliare la troppa esposizione alla luce del sole ai pazienti con connettivite soprattutto nelle ore più calde, ma ognuno può essere più o meno sensibile. Saluti.

TAG: Medicina interna | Reumatologia
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